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16 ottobre 2006

Master dolore e cure palliative

A Modena si studiano le tecniche ed i trattamenti più efficaci per combattere il dolore cronico e somministrare appropriate cure palliative. A Modena si studiano le tecniche ed i trattamenti più efficaci per combattere il dolore cronico e somministrare appropriate cure palliative. “Più di un quarto della popolazione italiana – avvertono il prof. Alberto Pasetto, ordinario di Anestesiologia e Rianimazione, e il prof. Clodoveo Ferri, ordinario di Reumatologia, dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – soffre di dolore cronico, che in molti casi è severo e compromette gravemente la qualità della vita. Di più, in circa i 2/3 dei casi il dolore cronico è secondario ad affezioni muscolo-scheletriche. Anche la cefalea colpisce un’alta percentuale di soggetti e non raramente il fastidio è quotidiano o quasi quotidiano. Una percentuale fortunatamente più ridotta riguarda il dolore oncologico ed altre patologie particolarmente invalidanti e severe, oppure può essere manifestazione di complessi problemi neuro-psicologici. Nonostante il primo dovere di un medico sia quello di (almeno) alleviare le sofferenze, e nonostante siano disponibili farmaci estremamente efficaci per combattere e prevenire il dolore, è ancora largamente diffusa, anche tra gli operatori sanitari, l’idea che il dolore sia un inevitabile corollario della malattia” Per sconfiggere la superficialità di questo approccio e promuovere cultura e conoscenze scientifiche sull’argomento, da tempo, la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena sono impegnate a fare del trattamento del dolore e della medicina palliativa uno degli indirizzi caratterizzanti e qualificanti della propria ricerca medica, della qualità della propria assistenza sanitaria, nonchè della propria attività di formazione degli operatori, attivando – tra le prime in Italia – percorsi didattici professionalizzanti specificamente dedicati a come affrontare queste complesse problematiche. “Nella nostra facoltà – spiega il prof. Alfio Bertolini, ordinario di Farmacologia clinica all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Direttore del Centro Cefalee dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena – questi problemi sono vivamente sentiti da molti e sono diversi i gruppi di studio che si dedicano alla ricerca di base e clinica in questi campi, che si impegnano ad allargare e migliorare l’offerta didattica e formativa, e che hanno creato e potenziato strutture assistenziali dedicate a patologie dolorose, alla riabilitazione, alla medicina palliativa. A queste finalità abbiamo cercato di trovare risposta anche attivando un Master universitario di primo livello in Trattamento del dolore e cure palliative, di durata biennale e giunto ora alla sua terza edizione, che nel suo programma prevede la frequentazione di strutture e hospice, tra i più qualificati in Italia, dove gli studenti potranno svolgere gli stage di apprendimento pratico e di formazione sul campo, previsti dall’ordinamento del corso”. L’iniziativa, che risponde al progetto di e al recupero di quanto sostengono autorevoli organismi internazionali “il dolore cronico e ricorrente deve essere considerato un problema sanitario specifico, una malattia in sé e per sé”, ha trovato l’incoraggiamento anche della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha investito – destinando un finanziamento di 37.500 euro – sulla necessità di preparare figure professionali dotate di un’autentica vocazione, dedizione, amore per chi soffre, spirito di sacrificio, abnegazione e forza di carattere per assistere i pazienti con dolore, sia acuto che cronico. “Il progetto di realizzazione del master universitario di primo livello in Trattamento del dolore e cure palliative rientra a pieno nei programmi di attività definiti dal nostro ente – commenta il prof. Andrea Landi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena –, con particolare riferimento ad uno dei settori d’intervento dell’area sociale: . Al master potranno accedere infermieri professionali o laureati in Scienze Infermieristiche, che avranno l’opportunità di completare il loro percorso di studi attraverso un progetto formativo qualificato”. Grazie a questo contributo i ragazzi frequentanti il secondo anno del Master modenese potranno migliorare la propria preparazione e raggiungere quel livello di eccellenza nella propria formazione professionale tanto indispensabile a dare impulso quantitativo e qualitativo nell’assistenza al paziente con dolore, sia acuto e destinato a risolversi, che cronico, dove l’obiettivo fondamentale è garantire anche al malato incurabile una condizione rispettosa della dignità della persona e del suo diritto di non soffrire e di concludere serenamente la sua esistenza. “Dalla Fondazione Cassa di Risparmio – ha commentato il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani – ci giunge un incoraggiamento importante a proseguire sulla via degli studi in questo campo e della formazione di operatori, sanitari e medici, competenti. I dati confermano la dimensione sociale di questo problema, allargato anche dall’allungamento delle prospettive di vita della popolazione, che ha esteso la fascia degli anziani non-autosufficienti e dei pazienti affetti da patologie dolorose e invalidanti dell’apparato osteo-articolare o da patologie degenerative del sistema nervoso centrale e periferico o comunque da problemi della nutrizione. Avvertiamo perciò il dovere di investire scientificamente e culturalmente in questo campo i nostri sforzi, perché nelle strutture pubbliche si creino unità specialistiche per il trattamento palliativo di queste persone”. Ad oggi soltanto il 30 per cento dei finanziamenti destinati alla realizzazione di hospice sono stati effettivamente spesi per approntare strutture adeguate e il 58 per cento dei pazienti con dolore cronico non fa alcuna terapia. “Nella popolazione anziana e, in particolare, in quella ospite nelle strutture residenziali-sanitarie, ma anche a domicilio (il loro numero è crescente) – avverte il prof. Gianfranco Salvioli, ordinario di Geriatria all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – non c’è adeguata attenzione alla diagnosi e al trattamento del dolore che, se non trattato adeguatamente, porta al peggioramento delle condizioni generali e a disturbi nel comportamento”. Modena, dunque, che rappresenta uno dei centri più avanzati nella lotta al dolore e dove operano alcuni affermati coordinatori nazionali di progetti di ricerca finanziati o cofinanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca o dal Ministero della Salute, si propone all’avanguardia in questo campo, avviando contestualmente ad una quarta edizione del Master di primo livello in trattamento del dolore e cure palliative un progetto molto più ampio che coinvolge i tre Ospedali più importanti delle province di Modena e Reggio Emilia (Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena, Ospedale di Baggiovara ed Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia), le due sedi d’Ateneo (Modena e Reggio Emilia) e sette Unità Operative (Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, diretta dal prof. Alberto Pasetto, Farmacologia Clinica e Tossicologia, diretta dal prof. Alfio Bertolini, Fisioterapia e Riabilitazione, diretta dal prof. Adriano Ferrari, Geriatria e Gerontologia, diretta dal prof. Gian Franco Salvioli, Nutrizione, diretta dal prof. Antonino Velardo, Oncologia, diretta dal prof. Pier Franco Conte e Reumatologia, diretta dal prof. Clodoveo Ferri), il quale si prefigge di agire su tre fronti: sviluppo della ricerca; moltiplicazione dell’impegno didattico e, per quanto riguarda l’assistenza, controllo totale del dolore post-operatorio, ovvero decollo definitivo dell’.

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