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2 ottobre 2006

Nota cdm sulla Finanziaria 2007

Il Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi, si è riunito venerdì 29 settembre a Palazzo Chigi per varareIl Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi, si è riunito venerdì 29 settembre a Palazzo Chigi per varare la Finanziaria 2007 su proposta del Ministro dell’ Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa. Attraverso una nota pubblicata domenica 1 ottobre, il Consiglio dei Ministri fa sapere di avere approvato il Disegno di legge il quale consentirà al Governo di incassare 33,4 miliardi di euro (circa 2,2 punti di Pil), che saranno ripartiti in interventi finalizzati a promuovere lo sviluppo economico e destinati alla riduzione del deficit pubblico a cui andranno rispettivamente 18,6 (circa 1,2 punti di Pil) e 14,8 (circa 1 punto di Pil) miliardi di euro. A questo punto il lettore della nota di Palazzo Chigi potrebbe domandarsi in cosa consiste questa manovra sviluppata su i tre principi fondamentali. crescita, risanamento ed equità; potrebbe anche chiedersi se queste belle parole prevedano il pagamento di uno scotto piuttosto alto. La manovra finanziaria consta di una nuova e forte tassazione che colpirà milioni di risparmiatori e possessori di Bot i quali vedranno aumentare la tassazione dal 12,5% al 20%, questo colpirà particolarmente il ceto medio, principale motore del Pil; per il 90% degli italiani, “colpevoli” di possedere una casa, sono previsti ritocchi agli estimi catastali e gli oltre seicento mila contribuenti che realizzano un reddito superiore ai 75000 euro, considerati “ricchi”, avranno un aumento del 2% delle tasse. Tutto questo servirebbe a raggiungere l’ equità che manca al nostro paese attraverso interventi sociali, infatti la Finanziaria 2007 prevede una riduzione degli insegnanti di sostegno per i ragazzi con difficoltà: invece che gli attuali uno su centotrentotto, saranno uno su centosessantotto. Colpite duramente le Università, vedranno tagliati i fondi alla ricerca scientifica e tecnologica ed effettuati tagli al personale docente universitario e al personale tecnico che inizialmente erano stimati intorno al 6% ma che continuiamo a sperare meno consistenti, probabilmente è questo il fattore più contraddittorio emerso dalla nota di domenica 1 ottobre perché un Disegno di Legge, che mira a perseguire interessi sociali, non dovrebbe prevedere tagli alla ricerca universitaria, la quale rappresenta un forte impulso all’ innovazione in campo scientifico e tecnologico e può considerarsi un importante fattore della formazione dei lavoratori del futuro.

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