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9 ottobre 2006

Palermo: Le nuove prospettive di lavoro per i laureati in Ingegneria

Mercoledì imprenditori, manager ed esperti incontrano le 1.200 matricole

Presente pure il “futurologo” Roberto Vacca

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Mercoledì imprenditori, manager ed esperti incontrano le 1.200 matricole

Presente pure il “futurologo” Roberto Vacca

Una professione che non si spende più soltanto nei noti campi della progettazione civile, meccanica, elettrica ma spazia lungo direzioni pochi anni fa inimmaginabili: dalle banche alla finanza, dall’ambiente ai trasporti, dall’industria alimentare alla protezione civile, dalla sicurezza alle telecomunicazioni. Alla professione di ingegnere, oggi, e alle numerose possibilità di inserimento dei laureati nel mondo del lavoro è dedicata una kermesse di accoglienza alle 1.200 matricole della facoltà (quarta in Italia per numero di iscritti), durante la quale dialogheranno esponenti di primo piano del mondo dell’imprenditoria e del management.

Mercoledì 11 ottobre
alle 9.30
nell’Aula Magna di Ingegneria
in viale delle Scienze

ci saranno il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo, Giuseppe Maria Calì; il presidente dell’Enac Vito Riggio; il direttore di Confindustria Sicilia, Giovanni Catalano; il direttore di Confindustria Palermo Paolo Rizzuto; il direttore degli stabilimenti Eni in Sicilia Giacomo Rispoli, il capocompartimento dell’Anas in Sicilia Salvatore Oliveri; il consigliere di amministrazione della Rfi Dario Lo Bosco; il direttore dell’assessorato regionale all’Industria Giuseppe Incardona, il direttore generale del Comune Gaetano Lo Cicero; il direttore della Fiat di Palermo Edoardo Governale; Filippo D’Angelo dell’Italtel, Giuseppe Sajeva dell’Engineering e rappresentanti di Banca Nuova, Enel, Protezione civile, Vigili del fuoco.
A tirare le conclusioni ci sarà il “futurologo” Roberto Vacca, ingegnere, inventore, progettista.
“Attualmente i dati del consorzio Alma Laurea e quelli del ministero – dice il rettore della facoltà, Francesco Paolo La Mantia – indicano che dopo tre anni dalla laurea il 92 per cento dei laureati in Ingegneria trova lavoro stabile. E’ un’ottima base di partenza per una riflessione che non si vuole fermare al numero, pur significativo, ma intende puntare sulla qualità della formazione”.

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