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24 ottobre 2006

Quando Dante scoprì la relatività

Mercoledì 25 ottobre, ore 18.00, nell’Aula Conferenze del Collegio Morgagni, via S. Massimo 33, si apre il seminario organizzato dalla ScMercoledì 25 ottobre, ore 18.00, nell’Aula Conferenze del Collegio Morgagni, via S. Massimo 33, si apre il seminario organizzato dalla Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova dal titolo “La percezione dantesca dell’invarianza galileiana”. Leonardo Ricci, dell’Università di Trento, tratterà il tema dell’invarianza galileiana cioè la sensazione di illusoria staticità che un soggetto prova sebbene sia trasportato su un oggetto in movimento. La novità è che il principio fisico, elaborato formalmente nel 1632 da Galileo Galilei e base successivamente della Teoria della Relatività di Einstein, sarà “riletto” alla luce della terzina dantesca (115-117) del XVII canto dell’Inferno in cui il poeta toscano descrive lo stesso fenomeno ben 300 anni prima. Ricci approfondirà questa “anticipazione” letteraria del principio fisico con la sensibilità dello studioso moderno soffermandosi sull’acutezza speculativa di Dante che ebbe l’intuizione di “immaginare” ciò che solo dopo ben tre secoli sarebbe stato provato.

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