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13 ottobre 2006

Roma: tra i giovani aumenta il consumo culturale, a cinema e teatro più degli adulti.

I giovani restano consumatori primari di Tv, la novità sta nel fatto che tra le nuove generazioni il trasferimento in massa, tra un media e

I giovani restano consumatori primari di Tv, la novità sta nel fatto che tra le nuove generazioni il trasferimento in massa, tra un media e l’altro, è elevatissimo; inoltre, i ragazzi lasciano abbondantemente indietro i loro genitori nel consumo culturale. Questo quanto emerge da una recente ricerca condotta da Mario Morcellini, Preside della facoltà di ‘Scienze della Comunicazione’ dell’Università di Roma, presentata nell’ambito di un seminario del Ministero della Pubblica Istruzione. Morcellini non ha dubbi sul dominio della televisione generalista: “Il dialogo con la Tv è quello più importante se si vuole intercettare il cuore dei ragazzi”.
Dall’indagine, basata su elaborazione dei dati Istat, emerge uno spaccato davvero inconsueto, che non evidenzia l’immagine dei ragazzi come ostaggi abbandonati giorno e notte davanti al televisore. Partendo proprio dal consumo culturale che, negli ultimi dieci anni, ha avuto un exploit eccezionale e, questo, secondo Morcellini, “nonostante l’assenza o comunque la pochezza di politiche ad hoc”, si può prendere in considerazione il teatro: nel 1996 solo il 19.1 per cento dei ragazzi (tra i 6 e i 19 anni) frequentava le platee, nel 2005 la percentuale è passata al 29.7 con un aumento complessivo, in dieci anni, del 10.6 per cento. Il cinema segue la stessa tendenza positiva, ma con qualche successo in più: nel 1996 non andava al cinema praticamente nessuno, nel 2005 oltre 80 ragazzi su 100 frequenta le sale. Persino i musei e le mostre raccolgono consensi: nel 2005 (rispetto al 1996) si riscontra un 17.3% in più di utenza. Anche la musica classica riesce a conquistare un bacino d’utenza tra i giovani, crescendo in dieci anni di 3 punti percentuali.
Il dato è ancora più evidente se si analizzano le classi d’età: la fascia tra gli 11 e i 34 anni è quella che fa letteralmente decollare le statistiche dei consumi. A testimonianza del fatto che più si è giovani, più si frequenta la cultura. Dall’inchiesta del professore Morcellini emerge un forte gap generazionale evidente, nella fruizione dei media, tra i minori (3-19 anni) e gli adulti. Si scopre, per esempio, che l’unico media sul quale convergono i due mondi è proprio la ‘tv generalista’ e la radio. Inoltre, se gli adulti primeggiano nella lettura dei quotidiani, negli altri ambiti finiscono in fondo alla classifica.
La Rete non ruba fruitori alla televisione, anche se tra i più giovani, si sta imponendo accanto ad essa. Purtroppo, va segnalato, infine, anche il triste dato che ancora una fetta consistente di minori (40,9%) non conosce le nuove tecnologie (i dati parlamo di minorenni, dunque è facilmente ipotizzabile che nella fascia d’età superiore ai 17 anni l’uso del pc e di internet sia molto più diffuso).

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