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23 ottobre 2006

SHARAD l’indiscreto

Continuano ad arrivare con successo i primi dati inviati da SHARAD, il radar italiano a bordo della sonda Mars Reconaissance Orbiter. Comincia cos&i Continuano ad arrivare con successo i primi dati inviati da SHARAD, il radar italiano a bordo della sonda Mars Reconaissance Orbiter. Comincia così una lunga ricerca che dovrà dirci se nel sottosuolo marziano si nascondono grosse riserve di acqua ghiacciata. SHARAD è stato realizzato in buona parte nel nostro paese: coinvolte le Università di Roma, Genova e Perugia, l’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, l’Agenzia Spaziale Italiane e l’Alenia Spazio. Il radar consiste in un’antenna lunga dieci metri che emette segnali capaci di penetrare sino a un chilometro di profondità. A seconda di come vengono riflessi questi segnali sarà possibile determinare cosa c’è nel sottosuolo. Il sospetto è che già a poche decine di centimetri possano trovarsi strati d’ acqua ghiacciata, ma quanta ce ne sia è tutto da stabilire. SHARAD cercherà inoltre di scoprire quello che nemmeno i rover americani Spirit e Opportunity sono riusciti a chiarire: ovvero l’eventuale esistenza di pozze d’acqua allo stato liquido sulla superficie del pianeta. Se venissero trovate aumenterebbero le probabilità che su Marte possano essersi sviluppate forme di vita elementare, come batteri o altri microrganismi.

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