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26 ottobre 2006

Trento: Congedi parentali

L’obiettivo della legge 53 del 2000 di incentivare una redistribuzione dei ruoli di cura nei nuclei familiari sembra ancora lontano: la quota di uominL’obiettivo della legge 53 del 2000 di incentivare una redistribuzione dei ruoli di cura nei nuclei familiari sembra ancora lontano: la quota di uomini che usufruiscono del congedo parentale è ancora fortemente minoritaria rispetto a quella delle donne. Se i primi anni di attuazione della legge hanno visto un andamento di progressiva crescita, i dati relativi agli ultimi due anni mostrano in Provincia di Trento un assestamento della percentuale di congedi utilizzati dai padri intorno al 13% (uno su otto), una soglia davvero ancora molto bassa e sicuramente al di sotto delle aspettative alla base della formulazione della legge.
Il ricorso al congedo da parte degli uomini risulta, in un certo senso, residuale rispetto a quello delle donne: spesso infatti gli uomini lo utilizzano in situazioni di eccezionalità e/o quando le donne sono impossibilitate a farlo. Per questo i congedi dei padri sono di più breve durata e spesso utilizzati in modo più frazionato rispetto a quelli delle madri. L’utilizzo dei congedi è legato al tipo di organizzazione e di settore di appartenenza. In particolare i dati mostrano che le richieste sono più elevate nel settore pubblico, dove il congedo parentale sembra avere costi meno rilevanti sia in termini economici per l’organizzazione, che in termini di sviluppo di carriera e di riconoscimento professionale per i lavoratori.
Il progetto Equal GELSO, coordinato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento, si propone, in questo senso, di affrontare il problema della segregazione verticale di genere nel mercato del lavoro trentino – fenomeno che risente anche della asimmetrica divisione dei ruoli all’interno delle famiglie – partendo proprio dalla questione dei congedi parentali. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea (Fondo Sociale Europeo), dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e dalla Provincia autonoma di Trento (Ufficio Fondo Sociale Europeo), mira a favorire l’equità di genere nel mondo del lavoro anche attraverso azioni di promozione e sensibilizzazione.
Una delle prime iniziative per sensibilizzare la popolazione su questi temi è la campagna informativa che prenderà il via su tutto il territorio provinciale domenica prossima, 29 ottobre, coinvolgendo mezzi di comunicazione diversi. La campagna, che è stata illustrata oggi in conferenza stampa, si articolerà in due fasi fino a marzo 2007 e prevedrà, oltre a spot radiofonici sulle emittenti Radio Dolomiti e RTT, anche poster, locandine e manifesti pubblicitari sugli autobus e sui biglietti del trasporto urbano.
Gli obiettivi e le modalità di svolgimento della campagna informativa sono stati illustrati oggi a Palazzo Verdi, nella nuova sede provvisoria della Facoltà di Sociologia, dalla responsabile scientifica del progetto Equal Gelso, Barbara Poggio del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, che ha dato conto dei passi compiuti finora per analizzare e comprendere un settore ancora poco conosciuto. La scelta dei soggetti e dei mezzi per la diffusione della campagna è stata commentata da Gianni Palma di Palma & Associati che ha ideato e diffuso il messaggio.
Una campagna volta a sottolineare quanto la scelta di dedicare più tempo ai figli e alla cura della casa sia per un uomo una decisione che dimostra maturità e senso di responsabilità e che contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutta la famiglia. Una scelta innovativa, anche se ancora impopolare, che può un passo importante verso una società più equa, più libera dai condizionamenti di genere.
Quando si parla di genere e di parità tra i sessi, infatti, la strada appare ancora molto lunga. Negli ultimi decenni in Trentino la presenza delle donne nel mercato del lavoro è aumentata in modo significativo, ma i tassi di attività e occupazione delle donne sono ancora notevolmente inferiori a quelli degli uomini. Le donne presentano tassi di disoccupazione più elevati, spesso svolgono lavori meno pagati e più precari. Sono inoltre ancora troppo poche le donne che ricoprono ruoli dirigenziali. La Provincia di Trento è ancora piuttosto lontana dagli obiettivi indicati dalla Comunità Europea in materia di parità. Il progetto di ricerca Equal Gelso, in questo senso, ha svolto un’analisi sulla strutturazione delle carriere di donne e uomini e si è occupato della crescente diffusione di contratti di lavoro atipici e di modelli di conciliazione.

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