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19 ottobre 2006

Udine: Scoperti due composti nella lotta ai tumori

La lotta ai tumori fa un notevole balzo in avanti anche in un campo difficile come quello delle resistenze ai farmaci, fenomeno per il quale ter

La lotta ai tumori fa un notevole balzo in avanti anche in un campo difficile come quello delle resistenze ai farmaci, fenomeno per il quale terapie, che inizialmente hanno funzionato bene nel bloccare la progressione della malattia e nell’eliminare le cellule cancerose, da un certo momento in poi diventano inefficaci. Si parla di chemioresistenza, ossia della capacità del tumore di resistere anche a dosi sempre più elevate di un farmaco anti-tumorale, pregiudicando la sopravvivenza stessa dei pazienti. Un gruppo di ricercatori della facoltà di Medicina dell’Università di Udine, diretto dal professor Claudio Brancolini, con la collaborazione del National Cancer Institute americano, nell’ambito del lavoro di ricerca finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha fatto una scoperta davvero importante. Si tratta di due nuovi composti in grado di uccidere le cellule tumorali che hanno acquisito resistenza ai più comuni farmaci anti-tumorali. Tale scoperta “apre una nuova, importante strada alla sfida più impegnativa della ricerca sul cancro, ossia quella di identificare nuove strategie per eliminare le cellule neoplastiche che acquisiscono resistenza ai comuni trattamenti chemioterapici” commenta il professor Brancolini. I risultati della ricerca, pubblicati sulla prestigiosa rivista Cancer Research del 15 settembre, sono frutto d’anni d’intenso lavoro, aprono nuove prospettive di ricerca, anche perché, precisa il dottor Brancolini, “i due composti sono dei “prototipi” e molti studi ancora, per la definizione in dettaglio del loro meccanismo d’azione e per potenziarne l’efficacia, devono essere fatti prima di pensare ad un uso clinico degli stessi”. “Nel corso della ricerca abbiamo effettuato – continua Brancolini – una selezione in laboratorio su una collezione di molecole. I due composti ottenuti sono degli inibitori di una classe di enzimi, le isopeptidasi, coinvolta nella regolazione della degradazione delle proteine. La scoperta mostra una maggiore morte delle cellule tumorali in seguito all’inibizione, da parte dei due composti, della degradazione delle proteine, probabilmente perché le cellule tumorali accumulano molto più frequentemente proteine mutate che devono essere degradate in continuazione per permettere la sopravvivenza delle stesse”.

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