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17 dicembre 2006

Cari docenti, gli esami non finiscono mai

Tante volte si parla di meritocrazia. Per le università che devono ricevere più finanziamenti in merito alla qualità della prop
Tante volte si parla di meritocrazia. Per le università che devono ricevere più finanziamenti in merito alla qualità della propria ricerca, e per gli studenti migliori che devono essere premiati rispetto ai più fannulloni o ai “meglio raccomandati”. Ma dei nostri cari, vecchi docenti nessuno si preoccupa più? A quanto pare i professori della facoltà di Ingegneria dell’università di Bologna non corrono il rischio di essere trascurati, anzi, sembra che per loro gli esami davvero non finiscano mai. E’ giunta notizia, infatti, che alcuni docenti a contratto non ne hanno ottenuto il rinnovo perché bocciati dagli allievi. Un sacrosanto questionario della didattica ha dato così la possibilità a tanti studenti di rifarsi, almeno per una volta, sui propri professori, alla luce delle loro capacità di insegnamento. Che ve ne pare? Questa sì che è vera “democrazia meritocratica”. E pensare che il rettore dell’ateneo bolognese, Pier Ugo Calzolari, appoggiando la scelta controcorrente del preside di Ingegneria, Guido Masetti, di bocciare i docenti “impreparati”, ha anche proposto di dare vita ad un fondo di 500mila euro per finanziare tutte le facoltà promosse dagli studenti. E se ogni università d’Italia decidesse di seguire l’esempio bolognese?

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