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24 dicembre 2006

Corsi di Laurea con un solo iscritto

La situazione in cui verte l’Università Italiana sembra non dare spazio a prospettive positive per il futuro. Se la varietà di Corsi di La situazione in cui verte l’Università Italiana sembra non dare spazio a prospettive positive per il futuro. Se la varietà di Corsi di Laurea potrebbe apparentemente sembrare una qualità positiva, che denota una vasta possibilità di scelta in un ventaglio di settori specialistici sempre più in espansione, l’altra faccia della medaglia non tarda a mostrarsi. I Corsi di Laurea spuntano un po’ dovunque come prezzemolo: “Scienza e tecnologia del packaging” all’Università di Parma, “Scienze sociali per lo sviluppo e la pace” a Roma, fino ad arrivare ai corsi più assurdi come “Turismo Alpino” e “Tecnologie del fitness”. Gran parte di questi sono vere e proprie trappole, specchietti per le allodole che non conducono al raggiungimento di competenze specifiche o, per lo meno, utili per un fine lavorativo. La più immediata conseguenza di questo proliferare indiscriminato e incontrollato di specializzazioni è quella denunciata dal Corriere della Sera, che conta ben 37 casi di Corsi di Laurea frequentati da un unico studente, 10 con 2 iscritti e altrettanti con 3 iscritti. A quota ‘uno’ sono per esempio “Scienze storiche” a Bologna, “Scienze e tecnologie farmaceutiche” a Camerino, “Ingegneria industriale” a Rende, “Economia e Gestione dei servizi turistici dell’Aquila” nella mini-università di Sulmona, e così via. Proprio il fenomeno delle “Università in miniatura”, che non contano più di 15 iscritti, è quello che sconvolge di più. Si può infatti parlare di vere e proprie operazioni commerciali, che guadagnano con le rette di iscrizione, garantendo un titolo di studio dal valore discutibile e togliendo risorse e sovvenzioni agli Atenei ‘veri’. Le Università insorgono contro i piccoli sfruttatori della scia delle specializzazioni, molto redditizie, ma il vero problema sta a monte. Speriamo che una legge decisa e risolutiva non tardi a mettere fine alle speculazioni sulle tasche degli studenti.

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