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4 dicembre 2006

Gli Stati Uniti d’America premiano la cardiologia triestina

L’Università di Trieste ottiene un importante riconoscimento a livello internazionale. Lo studio presentato dal dott. Massimo Zecchin e c

L’Università di Trieste ottiene un importante riconoscimento a livello internazionale. Lo studio presentato dal dott. Massimo Zecchin e condotto da un giovane ricercatore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste è stato scelto tra circa 4mila lavori come migliore lavoro del 2006 dall’American Heart Association, la più importante associazione di cardiologia al mondo. Lo studio ha preso in considerazione una casistica di oltre 600 persone afflitte da cardiomiopatia dilatativa,una delle principali cause di scompenso cardiaco, con l’obiettivo di conoscere quanto tempo dopo la diagnosi sia opportuno l’utilizzo di dispositivi come il “defibrillatore impiantabile” e la “terapia di resincronizzazione ventricolare” ad integrazione della terapia farmacologica. Simili ai comuni pacemaker, questi dispositivi sono particolarmente efficaci nel migliorare la durata e la qualità della vita nei pazienti con scompenso cardiaco. La ricerca ha dimostrato che solo un terzo dei pazienti ha solitamente ancora necessità di tali trattamenti per un periodo che va dai 3 ai 9 mesi dopo la diagnosi e che tale percentuale rimane sostanzialmente invariata in seguito. I risultati della ricerca permetteranno l’ottimizzazione delle diagnosi nelle patologie del cuore ed un notevole risparmio di risorse. Questo riconoscimento è l’ennesimo risultato di rilievo raggiunto in questi anni dalla Struttura di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste, diretta dal professor Gianfranco Sinagra, ormai da molti anni centro di riferimento nazionale per gli studi inerenti lo scompenso cardiaco e le malattie del cuore.

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