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18 dicembre 2006

I grani del successo, parte 2: i segreti del successo

In questi giorni telegiornali e quotidiani hanno dato molto risalto ai risultati ottenuti dall’analisi dei grani di polvere della cometa Wild 2,

In questi giorni telegiornali e quotidiani hanno dato molto risalto ai risultati ottenuti dall’analisi dei grani di polvere della cometa Wild 2, raccolti dalla sonda Stardust. Dietro a questi risultati ci sono soprattutto i laboratori italiani, dove oltre ad analizzare la polvere di comete se ne realizzano anche di artificiali. Luigi Colangeli, direttore dell’INAF -Osservatorio Astronomico di Capodimonte, ci ha spiegato meglio cosa siano e a cosa servano queste minicomete artificiali realizzate in laboratorio:

“Il laboratorio di Napoli, dell’Osservatorio Astronomico e dell’Università Parthenope, da svariati anni si occupa di simulare i materiali che sono presenti in vari ambienti spaziali. Ricreiamo in laboratorio delle piccole comete, cioè i materiali che le compongono, per studiare e confrontare i risultati con da un lato le osservazioni e dall’altro, adesso, con i campioni che sono arrivati direttamente dalla cometa.”

Napoli protagonista quindi nello studio delle comete, come “napoletana” è la prima firma dell’articolo dedicato ai risultati ottenuti dai gruppi internazionali di ricerca che hanno lavorato sui campioni della cometa. LA NASA ha infatti designato come autrice principale Alessandra Rotundi, professoressa dell’Università Parthenope di Napoli. La stessa Rotondi ci ha raccontato come abbia dovuto affrontare difficoltà del tutto inaspettate, come nel caso di uno dei grani di polvere racchiuso nel suo portacampioni:

“Questo portacampioni ha funzionato benissimo fino a quando, in qualche modo, non ha acceso la curiosità del personale della dogana che ha aperto il pacchetto fino in fondo. Siccome non vi era nessun collante che altrimenti avrebbe contaminato la particella, e siccome il portacampioni è stato scosso un po’ troppo, la particella si è spostata dalla posizione originale dove noi avremmo dovuto trovarla. Ritrovarla non è stato facile, sono stata giorni interi al microscopio ma alla fine ci sono riuscita.”

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