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1 dicembre 2006

Intervento di Mussi al convegno della CRUI

Il giorno 9 novembre si è tenuto a Roma il convegno della C.R.U.I. che è stato molto importante che aveva per tema “lo stato dell’univerIl giorno 9 novembre si è tenuto a Roma il convegno della C.R.U.I. che è stato molto importante che aveva per tema “lo stato dell’università italiana” il presidente Guido Trombetti ha tenuto la relazione, mettendo l’accento sul fatto che la situazione non è sicuramente delle più confortanti in quanto come ha tenuto ad indicare, gli atenei sono già in forte affanno, di conseguenza se si verificassero i prospettati tagli economici e se quindi questa situazione si protraesse, si rischierebbe “addirittura” la chiusura di alcuni atenei a causa dei pochi fondi disponibili.
Dopo aver illustrato la situazione il presidente è passato alle richieste: se da una parte ha chiesto un logico aumento di fondi a favore dell’università e della ricerca o almeno di non diminuire il budget già così esiguo dall’altra ha chiesto al ministro un serio impegno volto a rendere l’università italiana più internazionale e quindi più competitiva ed aperta alle novità ha auspicato uno snellimento dell’enorme apparato burocratico esistente nei nostri atenei ottenuto con uno smaltimento della parte burocratica soprattutto nei comparti scientifici, ha inoltre ribadito l’importanza della scelta strategica “dell’autonomia” degli atenei.
Terminato il suo intervento, Trombetti ha invitato il ministro Mussi a prendere la parola. Il ministro durante il suo contributo al convegno ha tracciato le linee guida del suo operato e del suo progetto per quanto riguarda il mondo universitario:
I- Dobbiamo rilanciare il paese Italia anche attraverso il sacrificio delle università, purtroppo la nostra nazione sta attraversando un difficile momento congiunturale per cui il 2007 sarà un anno che richiederà sacrifici a tutti, nessun campo escluso perché, secondo i programmi del governo sarà l’anno nel quale conseguiremo il risanamento economico e quindi i sacrifici che tutti dovremo affrontare quest’anno ce lo ritroveremo negli anni a venire e ci permetterà di rilanciare lo stato. E da questo rilancio tutti ne trarremo sostanziali benefici.
II- L’università in futuro dovrà dare stipendi d’entrata più alti per i ricercatori, ed in generale per tutte le figure professionali neoassunte in ambito universitario.
Inoltre Mussi è convinto che per risolvere tanti mali che attanagliano le nostre università sia fortemente necessario ristabilire un riassetto piramidale all’interno degli atenei, perché come ha lamentato il ministro e come sappiamo bene pure noi, esistono i lavoratori universitari che sono in tutto 23.000 che lavorano in pianta stabile e poi si hanno i neo-ricercatori che sono circa 46.700 che prestano il loro servizio nel precariato più totale e che, come ha detto anche il ministro, si possono definire i moderni “servi della gleba”, ma siccome il medioevo è terminato bisogna dare una diversa collocazione a questo immenso esercito di precari e quindi ridare a loro e alle loro funzioni una dignità perduta. E per fare ciò il ministro a prospettato la prospettiva in un immediato futuro di dare loro la possibilità di fare carriera e di avere diritto a scatti d’anzianità. Da notare, neanche a dirlo che a questo punto si è levato un forte brusio all’interno della sala.
III- Altro punto molto importante nell’intervento del ministro è stato quello dell’autonomia dell’università. Secondo Mussi, quast’ultima può anche rimanere, ma bisogna fare un monitoraggio all’interno degli atenei per costatare come questa autonomia viene esercitata per poi decidere.
Infine il ministro ha fatto un elogio ai ricercatori in quanto nonostante lo stato italiano sia quello che spende di meno nella scienza, come risultati oggettivi siamo terzi in tutta Europa, quindi tale risultato fa pensare che in futuro se investiremo di più sui nostri giovani e più in generale su tutto il sistema universitario conseguiremo sicuramente ottimi risultati!!! Ed inoltre i grandi risultati che già oggi stiamo conseguendo nonostante lo stato di difficoltà che i nostri atenei stanno attraversando la dice lunga sulle potenzialità che ha il nostro paese !!!

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