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27 dicembre 2006

Israele, università ai palestinesi

Nonostante le bagarre politico-ideologiche non smettano di insanguinare (e non solo metaforicamente) la Terra Santa, il pluri-decennale conflitto israNonostante le bagarre politico-ideologiche non smettano di insanguinare (e non solo metaforicamente) la Terra Santa, il pluri-decennale conflitto israelo-palestinese, volto alla risoluzione armi-in-mano di due legittimi diritti (la pacifica convivenza di due distinti Stati), sembra aver trovato in questi giorni natalizi un’effimera “via di fuga” dai disastri quotidiani della guerra. La Corte suprema israeliana, infatti, ha deciso di porre fine all’inspiegabile divieto di ingresso in Israele ai danni di studenti palestinesi, residenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, che impediva loro di raggiungere le proprie università. Tutto è partito da un esposto presentato da Gisha, un’associazione israeliana no-profit a difesa della libertà di movimento dei palestinesi (appoggiata in questa sua “battaglia” anche dal Ministro dell’Istruzione israeliano), che è riuscita così ad imporre un periodo di 60 giorni entro i quali le autorità militari israeliane dovranno studiare nuovi criteri per l’accesso degli studenti palestinesi nelle loro università. Nemmeno la guerra ha fermato il diritto universale alla conoscenza.

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