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18 dicembre 2006

La riforma aiuta i comunicatori?

La riforma “sforna” laureati migliori: almeno per quanto riguarda i futuri comunicatori. Un’indagine portata avanti da Almalaurea ha messo in luce la La riforma “sforna” laureati migliori: almeno per quanto riguarda i futuri comunicatori. Un’indagine portata avanti da Almalaurea ha messo in luce la minor età e i migliori risultati dei laureati triennali. I nuovi studenti sanno inserirsi meglio nel mondo del lavoro grazie agli stage e ai tirocini e raramente finiscono “fuori corso”.
Eppure non è tutto oro quel che luccica. Sedere per soli tre anni sui banchi universitari implica minori possibilità di effettuare dei periodi di studi all’estero. Inoltre sono pochi coloro che decidono di inserirsi nel mondo del lavoro: spesso i giovani laureati continuano gli studi.
È innegabile che le lauree triennali abbiano consentito a più persone di intraprendere un percorso universitario. Per quanto riguarda Scienze della Comunicazione sono aumentate le iscrizioni tra coloro che provengono da istituti tecnici o professionali e vivono in un contesto famigliare culturalmente ed economicamente meno elevato. Cala ovviamente l’età media dei laureati e il numero di studenti fuori corso, ma diminuisce anche il voto di laurea. I nuovi dottori infine sono meno propensi a lavorare durante gli studi e, a quanto pare, non si fermano al percorso triennale ma preferiscono continuare la loro carriera universitaria con master, lauree o scuole di specializzazione.

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