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27 dicembre 2006

Nell’Est Europa c’è voglia di Italia

Nell’Europa dell’Est dilaga la febbre per il made in Italy.Da un recente studio è emerso che l’interesse verso la nostra cultura deriva dalla cNell’Europa dell’Est dilaga la febbre per il made in Italy.Da un recente studio è emerso che l’interesse verso la nostra cultura deriva dalla combinazione di due fattori:il primo è il desiderio di studiare le nostre opere classiche mentre il secondo è di natura pratica, il nostro Paese è infatti partner commerciale per la piccola e media industria dell’area balcanica.Naturalmente l’Italia non è la sola ad avere rapporti con l’Est Europa, è soprattutto la Francia a rappresentare un’agguerrita concorrenza con i suoi milioni di investimenti scolastici nell’area.Quello che in questo momento si dovrebbe cercare di incentivare è l’investimento a favore degli istituti che intrettengono relazioni intercurturali con i paesi dell’Est, in particolare in compito delle nostre università dovrebbe essere quello di promuovere ancora di più questa tendenza perchè “la lingua è l’economia” e se pensiamo che l’ingresso della Romania e della Bulgaria in Europa è alle porte questo diventa ancora di più un argomento attuale. I dati che sono emersi dallo studio parlano chiaro, più del 76% degli intervistati chiede un maggiore conoscenza della cultura italiana specificando il desiderio di vedere una maggiore “italianità” nel cinema, nella letteratura, nella tecnologia, negli affari e nel turismo; insomma la nostra cultura è un punto di riferimento per un numero di paesi sempre maggiore, oltre che essere orgogliosi del risultato dobbiamo perseverare nel porare all’estero la nostra lingua e le nostre tradizioni.

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