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11 dicembre 2006

Udine: il Campus non è più un progetto ma una certezza

Ora che «il campus dell’Università di Udine a Gorizia non è più un progetto ma una certezza», ora che il polo isontino dell’a

Ora che «il campus dell’Università di Udine a Gorizia non è più un progetto ma una certezza», ora che il polo isontino dell’ateneo friulano con una straordinaria metamorfosi «è divenuta una splendida farfalla», è giunto il momento, ha detto ieri il rettore Furio Honsell all’inaugurazione dell’anno accademico per i corsi goriziani, di attivare «una Costituente per l’Università di Udine a Gorizia, da realizzare entro il prossimo anno». In modo «che la farfalla di oggi possa volare sempre più in alto e possa diventare un’aquila, come nello stemma del nostro Ateneo». Secondo Honsell è «strategico» realizzare un «modello nuovo di rapporto Università-territorio»: un’esigenza che nasce a fronte dell’urgenza di «avviare iniziative di alta formazione e ricerca» e «di sviluppare un Parco Scientifico e Tecnologico anche a Gorizia, al quale sin da adesso dichiaro la volontà dell’Università di Udine a partecipare anche finanziariamente», ma anche delle richieste di avviare facoltà e nuovi corsi di laurea nel polo isontino («ma temo che l’articolo 71 della Finanziaria ci possa creare delle difficoltà per il prossimo triennio», ha detto il rettore) e di insediare «strutture dipartimentali nei settori della comunicazione, delle relazioni pubbliche, del cinema, della musica». Il rettore ha invitato a sedere al tavolo della Costituente “goriziana” tutti i portatori di interesse, dai rappresentanti delle istituzioni agli imprenditori ai docenti, per pianificare assieme «un’iniziativa universitaria di alta qualità e utile alla sua comunità di riferimento. Abbiamo in mente iniziative per aiutare il sistema manifatturiero a diventare più competitivo». Honsell vorrebbe «estendere il modello di accordo di programma siglato per l’edilizia anche a favore di altre attività didattiche e di ricerca a Gorizia, in analogia con quanto siglato a Pordenone».Ovvero, «il modello prevede che l’iniziativa risponda ad un’esigenza strategica del territorio. Tutto ciò viene garantito dalla sigla di un accordo di programma a medio termine tra Università ed enti pubblici e privati che garantisce risorse finanziarie finalizzate, per un congruo numero di anni, a reclutare risorse umane di altissima qualificazione e realizzare strutture di ricerca per ancorarle a Gorizia». Honsell si è detto «disponibile a siglare accordi paritetici e tangibili sul piano finanziario fifty-fifty tra l’Università e il Consorzio per lo sviluppo del polo universitario goriziano».

Ringraziando quanti, a partire dal presidente del Consorzio Nicolò Fornasir e dal direttore del Cego Mauro Pascolini, hanno reso possibile l’avvio dell’attuazione concreta dell’accordo di programma firmato il 18 marzo 2005, Honsell ha poi sottolineato che oggi il sogno del campus universitario intorno a Palazzo Alvarez si sta per avverare. «Nel mese scorso abbiamo acquisito una porzione di circa 2.500 metri quadri del complesso ex Stella Matutina dalla Compagnia di Gesù per 650mila euro ed un’area contigua di 1.500 metri quadri dell’ex Locchi dal Comune, per 240mila euro. Nell’ultimo Consiglio di amministrazione abbiamo così potuto approvare il progetto preliminare per la costruzione su quest’area del primo di tre edifici con 3 grandi aule, un laboratorio informatico da 50 posti, altre aule di medie dimensioni e laboratori». Il contributo della Fondazione Carigo di 450mila euro in tre anni e allo stanziamento regionale di 4,5 milioni in 15 anni fatto attribuire dal Consorzio all’ateneo friulano hanno permesso all’Università di negoziare un mutuo per 3 milioni 325mila euro. «Nei primi mesi dell’anno, grazie alla Provincia, – ha annunciato Honsell – dovrebbe essere consegnata l’aula magna da 260 posti e un’aula da 60 posti, negli spazi dell’ex fonderia dell’Iti Galilei. Entro l’estate dovrebbe anche essere disponibile l’ex Casa Lenassi che il Comune ci ha messo a disposizione, dove si potrà avviare il primo dipartimento. Nei prossimi mesi partirà l’appalto del progetto esecutivo di restauro di parte del Monastero di Santa Chiara che ci fornirà entro due anni ulteriori strutture dipartimentali. Essenziale alla realizzazione del campus è, però, che venga mantenuta la tempistica prevista per il comodato, da parte della Provincia, di aule dell’istituto Fermi-D’Azeglio. Sarebbe poi essenziale procedere al completamento del secondo lotto a Cormons».

Con 2273 iscritti quest’anno l’Ateneo di Udine a Gorizia ha visto un aumento del 13% rispetto al 2005/06 e del 15% rispetto a cinque anni fa. A rafforzare il radicamento dell’Università friulana nel capoluogo isontino è anche l’incremento del numero di docenti incardinati, passati dai 60 dello scorso anno a 72 (+20%). «A questi, in corso d’anno – ha annunciato Honsell – se ne aggiungeranno altri 5». Una partenza più che positiva per le 4 lauree triennali e le 8 lauree specialistiche, cui si aggiungono il dottorato di ricerca del Dams e i 5 master (per cui si stimano almeno 90 nuovi iscritti). Sul fronte della ricerca, grazie all’attivazione di Adlab@Go, laboratorio di comunicazione pubblicitaria dell’ateneo, e di Larem dell’area economia e management, ha raggiunto un totale di 8 laboratori di alta specializzazione. 19 i progetti di ricerca nazionali e 2 quelli internazionali, cui si aggiungono le convenzioni con Paesi di tutto il mondo e i programmi di internazionalizzazione finanziati dal ministero, primi fra tutti quelli per la concessione del doppio titolo di studio in Viticoltura ed Enologia con l’Universy of applied sciences of Wiesbaden, Germany-Fachhochschule di Geisenhem e ora anche con l’Universidad nacional de Cuyo di Mendoza, Argentina. «Abbiamo anche cercato di gettare le basi per una collaborazione con istituzioni e università slovene. La nostra facoltà di Agraria ha deciso di avviare un ragionamento di sistema macroregionale e transfrontaliero nel settore vitivinicolo. Auspicheremmo qui forse una maggiore convinzione da parte dei nostri interlocutori», ha detto Honsell. Fra i diversi premi vinti da docenti e studenti dei corsi goriziani, il premio “Innovazione e Beni culturali” di Start Cup 2006 conseguito dal Dams Musica con il progetto Archimedes, un sistema software in grado di produrre edizioni elettroniche di opere musicali.

«Il corso in Relazioni Pubbliche è stato eletto dagli stessi giornalisti come il luogo naturale dove perfezionare le loro competenze», come si è visto dal successo ottenuto lo scorso anno dal corso di perfezionamento curato da Demetrio Volcic (cui quest’anno l’ateneo ha conferito la prima laurea honoris causa del polo goriziano) e dal progetto “Laureare l’esperienza” in convenzione con l’Ordine dei giornalisti. Con quest’anno quanti aderiranno al progetto potranno iscriversi anche a Relazioni Pubbliche on line. Tale è il successo del corso “a portata di mouse” che anche quest’anno ha coperto tutti i posti a disposizione per le matricole, arrivando a 91 neo-iscritti: conquista soprattutto ultratrentenni (sono il 56%) e lavoratori (92%). «Stiamo progettando – ha detto Honsell – sviluppi futuri nel settore delle tecnologie soprattutto ambientale e navale, del giornalismo, delle scienze politiche». Suggestiva la cerimonia d’inaugurazione, con l’intermezzo curato dal Dams Musica, che ha proposto “Omaggio a Emilio Vedova per nastro magnetico” di Luigi Nono, di cui il Laboratorio Mirage ha curato il restauro. Al centro della prolusione del professor Ruggero Osler la biodiversità, la selezione leggera in agricoltura e il “benevolo disordine della vita”. Dopo l’intervento del presidente del Consorzio Fornasir ha chiuso l’inaugurazione il tradizionale “Gaudeamus”.

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