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6 dicembre 2006

Unimore: accordo sindacale per inquadramento

Assegnisti di ricerca, borsisti di ricerca avanzata, dottorandi, medici specializzandi e collaboratori coordinati e continuativi avranno più
Assegnisti di ricerca, borsisti di ricerca avanzata, dottorandi, medici specializzandi e collaboratori coordinati e continuativi avranno più tutele contrattuali. L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in accordo con Nidil-Cgil, Flc-Cgil, Alai-Cisl, Adi e Cpo-Uil ha siglato un che estende a queste figure atipiche alcuni fondamentali istituti contrattuali, restituendo maggiori certezze allo strategico sistema della ricerca modenese-reggiana.

Il sistema economico e il mercato del lavoro nelle città di Modena e Reggio Emilia stanno attraversando, in linea con le tendenze regionali e nazionali e degli altri paesi industrializzati, una fase di trasformazione strutturale e produttiva che vede la crescita rilevante di differenti forme di impiego e la comparsa di nuove figure professionali, che hanno come comun denominatore la precarietà del posto di lavoro. A questa situazione non sfugge il comparto pubblico, e in particolare le Università, da anni sofferenti per le pesanti conseguenze di un blocco delle assunzioni che ha gravi ripercussioni sull’intero sistema e, soprattutto, sull’assunzione di nuove energie capaci di alimentare lo strategico settore della ricerca.

A questo stato di cose l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha cercato di porre rimedio col ricorso a prestazioni di in quanto, per loro natura, si pongono su una linea di confine tra rapporto di lavoro autonomo e rapporto di lavoro subordinato, nella fattispecie: collaborazioni coordinate e continuative, borse di dottorato, borse di ricerca avanzata, assegni di ricerca, borse di specializzazione. In frequenti casi queste tipologie contrattuali costituiscono la sola forma di sostegno economico disponibile e utilizzabile per trattenere dopo la laurea i più capaci e inserire nel sistema universitario giovani.

E’ necessario sottolineare che queste tipologie contrattuali, per la loro caratteristica di attività altamente specialistica e avanzata si trovano quasi sempre su un crinale in cui è difficile distinguere tra impegno formativo e partecipazione a progetti e compiti di ricerca scientifica. L’attività che svolgono, infatti, spesso produce risultati dei quali beneficiano e fruiscono l’Università o soggetti esterni ad essa, rappresentando una sorta di valore aggiunto senza il quale il sistema territoriale sarebbe culturalmente e scientificamente più povero.

A tutt’oggi in Ateneo sono presenti 102 collaboratori coordinati e continuativi, la metà dei quali impiegati attorno a progetti di ricerca, 170 assegnisti di ricerca, 402 dottorandi, 56 borsisti di ricerca avanzata e 677 medici specializzandi.

Salvaguardate le disposizioni previste dalla specifica normativa nazionale per ciascuna di queste tipologie contrattuali, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, prima in Italia, sebbene l’eterogeneità delle norme renda impossibile delineare un complesso di diritti e di tutele omogeneo, ha aderito alla sollecitazione giunta dalle organizzazioni sindacali di definire un quadro di regole condivise all’interno del quale si sviluppi un sistema di tutele specifiche per ogni figura coinvolta.

“Le risorse – conferma il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani – a disposizione non ci consentono certamente di estendere loro ampi riconoscimenti economici, pari al concorso intellettuale che garantiscono, che trova conferma anche nella recente indagine pubblicata sul Sole 24 Ore relativamente alla produttività della ricerca negli Atenei italiani, dove emerge con chiarezza il valore dell’apporto recato, in questi anni, all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia da tanti giovani, da cui traggono sicuro beneficio le 152 unità di ricerca, costituitesi attorno ai Prin (62), ai Firb (26), al Sesto Programma Quadro (24 progetti) e ai Progetti di ricerca industriale (60). Per questo, per non disperdere lo straordinario patrimonio umano e scientifico che essi rappresentano, abbiamo creduto importante dare ad essi, al mondo del precariato e degli atipici, un segnale della considerazione di cui godono e, soprattutto, allargare a queste figure professionali una serie di istituti che restituiscano dignità alla posizione ed al ruolo che ricoprono entro la struttura dell’Ateneo”.

La discussione, che ha visto impegnato nei giorni scorsi il Rettore ed il Direttore Amministrativo dell’Ateneo con le organizzazioni sindacali Nidil-Cgil, Flc-Cgil, Alai-Cisl, Adi e Cpo-Uil ha consentito di giungere alla sottoscrizione di un , approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta di martedì 5 dicembre 2006, che estende ed allarga le garanzie e la partecipazione di queste figure professionali alla vita accademica, riconoscendo loro garanzie a livello informativo con l’istituzione di un Osservatorio bilaterale per valutare e monitorare il ricorso a queste assunzioni, a livello di diritti sindacali con l’estensione del diritto di assemblea (5 ore retribuite all’anno), a livello di salute e sicurezza sul lavoro con l’acquisto da parte dell’Università dei dispositivi di protezione individuale per coloro che svolgono , a livello di aggiornamento professionale con la creazione di un fondo di 10.000 euro ripartito dalla Conferenza dei Direttori di Dipartimento, a livello di tutela assicurativa per infortuni sul lavoro e responsabilità civile che sarà posta a carico dell’Ateneo e, infine, con l’impegno a valutare la possibilità di costituire un Fondo mutualistico al fine di erogare indennizzi per malattia e maternità.

“Le risorse, destinate alla formazione post-laurea, devono essere impiegate in modo efficace e rivolte, secondo le diverse forme possibili, prioritariamente agli studenti che hanno le capacità e che desiderano avvicinarsi all’attività di ricerca. Diventa pertanto opportuno – ha commentato il Direttore Amministrativo dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia dott. Stefano Ronchetti – intervenire con lo strumento della contrattazione per rendere più facilmente esigibili i diritti previsti da norme di legge e di regolamento e per integrare le norme esistenti attraverso un complesso di disposizioni che renda meno e più tutelati lo studio specialistico, il lavoro a progetto e l’attività di ricerca”.

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