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18 dicembre 2006

Unimore: beni culturali Appennino

Saranno i beni culturali minori dell’Appennino i protagonisti di un incontro organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Em

Saranno i beni culturali minori dell’Appennino i protagonisti di un incontro organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che intende far riflettere sull’importanza che rivestono le bellezze delle nostre montagne per la valorizzazione economica e turistica del territorio. Appuntamento martedì 19 dicembre 2006 a Modena

Il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia organizza un convegno che avrà come oggetto i beni culturali minori presenti nel nostro territorio.

I “ beni culturali minori” possono essere visti come occasione per la valorizzazione economica e turistica delle aree marginali e proprio in quest’ottica tali presenze storico-artistiche possono essere mediate nei processi di pianificazione territoriale e rapportate con la realtà dell’intorno.

L’incontro, che si terrà martedì 19 dicembre 2006 alle ore 17.00 presso l’Aula E del Dipartimento di Scienze della Terra (Largo S.Eufemia 19) a Modena, vedrà la partecipazione dell’arch. Giovanni Ronchi e dell’arch. Sergio Macchitelli che illustreranno il tema “Beni culturali minori in Appennino: una realtà da incontrare, comprendere, far rivivere”.

“Lo scopo che si prefigge questo appuntamento – afferma la prof.ssa Maria Giovanna Vezzalini del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – è quello di fare nasce l’interesse, la curiosità di conoscere meglio la storia dei luoghi e dei segni che sono rimasti, nonché la determinazione di svolgere una ricerca specifica ed approfondita. Vuole inoltre fare comprendere che il metodo deve essere adeguato alla natura dell’oggetto non fermandosi a rilevarne forme, misure, materiali, datazioni, autori, stili eccetera senza alla fine penetrarne il significato. Infine, si vuole far rivivere l’oggetto dell’intervento e realizzare un restauro adeguato e conforme alla dignità ed all’origine del bene culturale che si ha di fronte”.

In Appennino sono numerosi i beni culturali minori: pievi, maestà e cippi che hanno subito un recupero scientifico come ad esempio la chiesa di “San Michele Arcangelo” in località San Michele Pelago, il santuario di “Santa Maria del Costolo”, nonché la chiesa parrocchiale di “San Bartolomeo Apostolo” e l’Oratorio di “San Rocco” nel Comune di Fiumalbo. Mentre nel comparto del riolunatese i restauri ed i consolidamenti strutturali sono stati effettuati all’oratorio della “Madonna del Caio”ed alla chiesa cimiteriale di “Santa Francesca Saverio Cabrini” in località Groppo frazione di Riolunato.

L’incontro che si svolge nell’ambito del Corso di laurea in “Scienze dei Beni culturali” intende illustrare metodi e strategie per far rivivere non solo le presenze storiche ed artistiche del territorio, ma anche i segni e i luoghi che di essi hanno costituito l’anima e le motivazioni territoriali.

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