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15 gennaio 2007

Bologna: il vero volto di Dante

Sarà dura riuscire a penetrare nell’immaginario collettivo della gente che da sempre associa Dante, il più grande dei nostri poetiSarà dura riuscire a penetrare nell’immaginario collettivo della gente che da sempre associa Dante, il più grande dei nostri poeti, a profilo torvo, cupo, dallo sguardo serio ed irascibile, che tante e tante volte ha suscitato la nostra antipatia, soprattutto in quelle interminabili mattinate scolastiche. Il Dante che siamo abituati a vedere nei ritratti, quello dell’iconografia tradizionale che dalla descrizione di lui fatta dal Boccaccio emerge e viene da sempre rappresentato con queste peculiari caratteristiche. Niente affatto. Il vero Dante era alquanto diverso. I tecnici del Laboratorio di Realtà Virtuale della II Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna (con sede a Forlì) sono riusciti a ricostruire al computer quello che probabilmente fu il vero volto di Dante: resta il naso grande e prorompente ma non aquilino, gli occhi, grandi e tondi, hanno assunto un’espressione più dolce, più sommessa, meno rigida, “più umana”, come ha affermato Giorgio Gruppioni, antropologo dell’Università di Bologna coinvolto nel progetto. Alla base di questa ricostruzione c’è un altro tentativo fatto negli anni ’20 da Fabio Frassetto, anch’egli antropologo all’Università di Bologna. Lo studioso, desideroso di riscoprire il viso “reale” dell’amato poeta, effettuò una serie di rilievi sulle ossa del suo cranio conservate a Ravenna, dove Dante morì nel 1321; riuscì a ricostruirne una copia e a modellare su di essa una mandibola che più tardi, con grande stupore, si accorse non coincidere con nessuno dei ritratti conosciuti. Gruppioni ha riutilizzato questo primo modello di cranio creato da Frassetto e grazie agli strumenti della moderna ingegneria, ha costruito un’altra mandibola (“fusione” di due mandibole reali) il più possibile armonica rispetto alla forma del cranio. A Francesco Mallegni dell’Università di Pisa, maestro di ricostruzione facciale, è stato affidato il compito di rappresentare materialmente Dante a partire dai nuovi risultati. Una ricostruzione fedele perché tecnica, reale, scientifica di contro a quella tradizionale che è più “psicologica”, nel senso di influenzata da quello che, si crede, sia stato lo spirito, il carattere del Sommo Poeta.

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