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25 gennaio 2007

CNR Catania: identificate le alterazioni dei geni che causano la sclerosi

È catanese la scoperta delle alterazioni genomiche associate alla Sclerosi laterale amiotrofica, e quindi dei processi che la causano. Il merito va
È catanese la scoperta delle alterazioni genomiche associate alla Sclerosi laterale amiotrofica, e quindi dei processi che la causano. Il merito va ai ricercatori dell’Istituto di scienze neurologiche del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) di Catania che hanno esaminato oltre 44 mila geni in 11 pazienti, concentrandosi sullo studio della loro corteccia motoria. La ricerca, che ha tra gli autori anche Pietro Calissano dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr di Roma e Daniel Alkon del Blanchette Rockefeller Neurosciences Institute in Maryland (Usa), è stata pubblicata nella rivista internazionale “Bmc Genomics” e rappresenta una nuova speranza per la diagnosi e il trattamento terapeutico della Sclerosi laterale amiotrofica, malattia degenerativa del sistema nervoso che colpisce circa una persona su 100 mila ed è caratterizzata da progressiva paralisi e problemi respiratori che inevitabilmente sfociano nella morte del paziente. «Si tratta di una malattia incurabile, la cui origine è poco nota – afferma il coordinatore della ricerca, Sebastiano Cavallaro – e per la quale non esistono metodi diagnostici, né trattamenti terapeutici di riferimento. Il nostro studio risulta particolarmente innovativo perché per la prima volta è stato coinvolto un numero considerevole di pazienti e la sperimentazione è stata effettuata sulla corteccia motoria, in particolare sui motoneuroni superiori e sull’intero genoma umano, producendo risultati statisticamente significativi. I test già eseguiti – conclude Cavallaro – hanno dato risposte entusiasmanti e fanno pensare che la caratterizzazione e la scoperta dell’esistenza di meccanismi diversi costituisca il primo passo per lo sviluppo di nuove terapie mirate per le patologie neurodegenerative». Il risultato è stato favorito anche dalla collaborazione con la STMicroelettronics di Catania che ha permesso lo sviluppo di un software sofisticatissimo, in grado di interpretare i dati generati dall’analisi genomica.

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