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16 gennaio 2007

Dai dati 2006 sulla ricerca universitaria italiana, Firenze risulta al terzo posto

La situazione della ricerca italiana, si sa, non è rosea. Posti di lavoro precari, pochi fondi e conseguente naturale fuga di cervelli. Ma ci sLa situazione della ricerca italiana, si sa, non è rosea. Posti di lavoro precari, pochi fondi e conseguente naturale fuga di cervelli. Ma ci sono anche piccole isole felici e nonostante tutto, in Italia la ricerca esiste, continua e produce risultati invidiabili, anche se si potrebbe fare molto, molto di più. Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, oltre ad assegnare alle diverse Università italiane i fondi di finanziamento ordinario (FFO), destina ulteriori fondi in modo esclusivo all’attività di ricerca. I Programmi di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) sono specifici progetti di ricerca finanziati annualmente dal MURST con detti fondi e prevedono la disponibilità dell’Ateneo al cofinanziamento per una percentuale variabile dell’importo da finanziare. La peculiarità della ricerca universitaria, i contenuti e i metodi dei programmi di ricerca sono liberamente scelti dai proponenti, senza predeterminazione di temi od obiettivi prioritari. Dai dati 2006 sulla “salute” della ricerca italiana risulta che nel 2005 i finanziamenti ministeriali stanziati per la ricerca sono stati di 130.700.000 euro, mentre nel 2006 sono scesi del 37%, a 82.100.000 euro. Di questi il 5,9%, cioè 4.843.950 euro, sono stati destinati nel 2006 all’ateneo fiorentino, che con i suoi 48 progetti di ricerca finanziati, rimane stabile al terzo posto in Italia da ormai 8 anni, appunto per la graduatoria PRIN, dietro a due colossi: La Sapienza di Roma e l’Università di Milano. Questi dati devono incoraggiare a continuare la ricerca e i progetti delle singole Università e a sperare che la situazione generale migliori lentamente ma in modo costante e sicuro.

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