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29 gennaio 2007

I Concerti dell’aula magna: Zeitkratzer

Di articoli sui concerti della Sapienza ne ho scritti veramente tanti: dal free jazz psichedelico di Evan Parker, agli arpeggi delicati del violoncellDi articoli sui concerti della Sapienza ne ho scritti veramente tanti: dal free jazz psichedelico di Evan Parker, agli arpeggi delicati del violoncello di Sol Gabetta, alla musica da camera dell’Altenberg Trio, al gospel gioioso e colorato del Soweto Gospel Choir. Ma nessun concerto è stato da me atteso, anelato, sognato come quello che si terrà martedì, il 30 gennaio. Provate a immaginare una musica che mescoli i deliri macchinistici del Lou Reed post- Velvet Underground, la musica classica d’avanguardia di Bertoncini condito con un tocco di genio così splendidamente teutonico. Questo e tanto altro ancora è un concerto degli Zeitkratzer. “I rosicchiatori del tempo”, questo il significato del loro nome; e mai nome fu più azzeccato perché quello che gli Zeikratzer fanno è violentare letteralmente ogni singola nota, ogni attimo musicale, scomporlo, scavare al suo interno con ogni strumento possibile immaginabile. Il ‘wall of sound’ di spectoriana reminiscenza, quel muro durissimo composto esclusivamente dal suono, col quale le nostre orecchie, spaesate, si scontrano. Gli Zeitkratzer nascono nel 1997 dalla mente ‘contorta’ di Reinhold Friedl, capitano e mentore di questa ensemble che conta undici elementi; sarebbe troppo lungo elencarli tutti ( e a dire il vero alcuni hanno nomi impronunciabili per un italiano che ignora la bella lingua tedesca!), vi dico solo che contano un violino, due violoncelli, un piano, due set di percussioni, una consolle elettronica e uno strumento incredibile per suono e massa, il basso tuba. Sulla scia dei compositori- performers d’avanguardia e il krautrock degli anni ’60 e ’70, gli Zeitkratzer mescolano l’improvvisazione più estrema e personale a pezzi di artisti famosi ovviamente rielaborati, rivisitati, smontati e rimontati a loro piacimento. Insomma, chi ama la musica e gli sconfinati orizzonti sonori che essa è in grado di raggiungere, chi è aperto a ogni tipo di esperienza, chi è disposto a lasciarsi guidare in questo viaggio estremo attraverso la psichedelia, chi non ha paura di ascoltare, ma ascoltare davvero, chi semplicemente ha voglia di sentire qualcosa di irrimediabilemte diverso dalle solite canzoncine pop, non deve assolutamente mancare a questo appuntamento. In scaletta: ‘Metal Machine Music’ di Lou Reed, ‘Sinfonia de’ Respiri’, composta nel 1999 da Mario Bertoncini appositamente per gli Zeitkratzer, ‘Xenakis (a)live!’, omaggio di Friedl al grande compositore franco-greco, discepolo dell’Avanguardia di John Cage, scomparso a Parigi nel 2001. Se qualcuno, invogliato da questo articolo (di parte, lo ammetto) andrà a vedere il concerto, sarei felice di ascoltare i vostri pareri. O i vostri insulti, nel caso in cui uscirete inorriditi dall’Aula Magna e con una gran voglia di Laura Pausini…

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