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31 gennaio 2007

Inverno in ritardo: il mondo della scienza e dell’università unite per dare risposte

Da come risulta dalle osservazioni che si stanno svolgendo in tutto il mondo, l’influenza dell’uomo sui ritmi ciclici ed imperturbabili che per millenDa come risulta dalle osservazioni che si stanno svolgendo in tutto il mondo, l’influenza dell’uomo sui ritmi ciclici ed imperturbabili che per millenni hanno contraddistinto l’andamento climatico della natura, sono sempre più vistosi. I ritmi climatici si stanno modificando e purtroppo questa è una realtà riscontrata da tutti.
Solo se ci fermiamo un attimo ad osservare quello che sta avvenendo in questo inverno, ci rendiamo conto delle anomalie. L’evento estremo del ciclone Kyrii che ha colpito quasi tutta Europa e ha provocato 36 morti. Questo effetto del mal tempo è stato il peggiore da 20-30 anni a questa parte, ne è purtroppo un tragico esempio.
In Italia la situazione è ancora diversa in quanto il caldo ci ha accompagnato fino a pochi giorni fa provocando: fioriture anticipate e l’inizio di migrazioni fuori stagione. Ma l’inverno con il suo arrivo, sia pure in ritardo rispetto alla millenaria tabella di marcia ha portato abbassamenti di temperatura repentini e danni molto vistosi sia alla flora che alla fauna; infatti possiamo ricordare che pochi giorni fa avevamo un clima primaverile con temperature che arrivavano fino a 16-18 gradi durante il giorno, con punte addirittura di circa 30 gradi nel nord Italia, mentre di notte si registravano temperature che stavano tra i 6-9 gradi. Da pochi giorni invece c’è stata un’improvvisa inversione di tendenza con il verificarsi di abbondanti precipitazioni nevose e quindi la presenza di tanta neve: sulle Alpi, sugli Appennini ed anche su numerosi rilievi collinari, mentre in pianura ci sono stati rovesci molto intensi con venti forti ed anche i collegamenti con le isole per alcuni giorni si sono interrotti per mare agitato con temperature massime che sono scese tra gli 8-10 gradi, mentre di notte si è scesi tra i 2 ed i -3, -5 gradi.
La scienza a questa situazione è scesa in campo con un massiccio impegno e cercando di profondere energie nel tentativo di dare risposte precise a quello che sta accadendo, anche perché fino ad ora ci si è mossi molto nel campo delle ipotesi spesso divergenti tra loro. Ed a questo scenario di difficoltà e di operosità, il mondo scientifico universitario non sta con le mani in mano, anzi, in vari atenei ed in vari centri di ricerca si stanno approntando studi molto interessanti sul come, questi cambiamenti climatici possono incidere negativamente sulla vita biologica dell’uomo. In altre parole come l’organismo umano è in grado di rispondere a queste variazioni sia stagionali che di temperatura così netti e quali solo i meccanismi di adattamento che il corpo umano è in grado di mettere in atto per limitare al minimo i danni.
Altri studi che vedono come protagoniste il nostro mondo della scienza e le università in particolare, trattano sul come il mondo animale e quello vegetale riescano ad affrontare la mutata situazione climatica oppure se essi sono succubi della situazione, non riuscendo ad innescare nessun meccanismo di autodifesa. E proprio da questo lato dell’approfondimento scientifico sono uscite delle novità interessanti infatti pare che un volontario meccanismo difensivo sia stato escogitato dal nostro caro pianeta, infatti pare che la Terra riesca a rallentare notevolmente il surriscaldamento proprio grazie alla presenza delle polveri sottili che noi così profusamente produciamo perché a livello atmosferico, fanno da blocco alle radiazioni provenienti dal sole, perché altrimenti i danni sarebbero già molto più gravi degli attuali; infatti ad oggi in media il riscaldamento planetario è stimato di circa un grado, mentre senza la presenza delle polveri sottili nell’atmosfera il surriscaldamento sarebbe di 3-4 gradi così che i danni presenti sarebbero molto maggiori.
Grazie anche a queste scoperte che l’intero mondo della scienza che vede le università come attive e insostituibili protagonisti, potranno contribuire a dare valide risposte al serio problema nostro e di tutte le generazioni che verranno.

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