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12 gennaio 2007

La condizione dei ricercatori italiani

La condizione economica dei ricercatori italiani è a dir poco preoccupante. Da un recente rapporto promosso da Nidil Cgil e realizzato dal Cer La condizione economica dei ricercatori italiani è a dir poco preoccupante. Da un recente rapporto promosso da Nidil Cgil e realizzato dal Cer è risultato che i fattori che rendono questa professione poco gradita sono diversi: in primo luogo il 65% degli interpellati si lamenta della propria condizione economica, infatti lo stipendio medio è di circa 800 euro e solo in pochissimi casi supera i 1200 euro; altra causa di malcontento è l’orario di lavoro che, nonostante la retribuzione non sia adeguata, arriva anche a toccare le 45 ore settimanali. A tutto questo va inoltre aggiunta la condizione di precariato che, secondo quanto riferito da coloro che hanno partecipato al sondaggio, genera loro una situazione di stress emotivo, principalmente nei periodi di scadenza di contratto, la quale ripercuotendosi nella sfera privata non li mette in condizione di avere una vita familiare tranquilla; il dato più allarmante è proprio il seguente: il 96,6% dei ricercatori intervistati ritiene che il proprio lavoro porti effetti negativi sulla vita privata.
Quest’ultima, che è l’ennesima testimonianza a favore di una categoria che non viene certo messa nella condizione di fare al meglio il proprio lavoro, è l’ennesimo tentativo di potere sperare il un futuro migliore per i nostri ricercatori che rendono le nostre università tanto famose nel mondo.

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