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27 gennaio 2007

Libertà di non dimenticare

27 gennaio. Una data che è rimasta nella memoria dei sopravvissuti, nella storia delle generazioni del dopoguerra, nel ricordo e su
27 gennaio. Una data che è rimasta nella memoria dei sopravvissuti, nella storia delle generazioni del dopoguerra, nel ricordo e sui libri dei ragazzi del presente e di quelli che verranno. Il giorno della liberazione degli ebrei dal campo di concentramento più importante del terzo Reich, quello di Birkenau, per i tedeschi Auschwitz, sarà ricordato per sempre a prescindere dal legislatore che lo ha previsto. Il Parlamento italiano, infatti, il 20 luglio del duemila, ha emanato, con la numero 211, una legge che ha istituito il “Giorno della Memoria” per ricordare, appunto, lo “sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”. Molti stati della comunità europea hanno scelto un giorno particolare dell’anno per promuovere convegni, iniziative, incontri di riflessione sulla strage insaziabilmente efferata che gli ebrei chiamano “Shoah”. Noi italiani abbiamo voluto evidenziare questa giornata per il simbolismo che riveste: donare alle persone, a cui era stata forzatamente negata, la moneta più preziosa per la quale vale la pena vivere, la libertà.
Molte università italiane, oggi, tutte le scuole di ogni genere e grado, tante istituzioni ed enti pubblici e privati, hanno organizzato meeting che riguardano tutto ciò. Previsti finanche viaggi in Polonia, con gruppi di studenti partiti ieri, per visite guidate al più vasto campo di sterminio nazista, dove l’emozione, per l’animo sensibile, si tramuta in commozione quando si arriva al monumento dei caduti, con un messaggio, scritto sul marmo a caratteri cubitali, lasciato all’umanità per ricordare e non dimenticare. Per sottrarsi dalle tentazioni a venire.
Degli eventi universitari organizzati in Capitanata per tale ricorrenza, dobbiamo eliminare a priori l’ateneo foggiano, per evitargli una magra figura e ci si deve affidare solamente alle attività realizzate dai Comuni e dalle Circoscrizioni, oltre che dalle scuole superiori e via dicendo. Che peccato però.
Ciò su cui il mio pensiero si sofferma, inoltre, sono le potenziali conseguenze del “negazionismo” voluto dal governo Prodi. L’attuale Ministro della Giustizia, Mastella, oggi proporrà un disegno di legge che condannerà, con la reclusione, chiunque neghi l’esistenza storica della Shoah. Verrà proposto, in altri termini, uno Stato che imporrà al cittadino la verità storica di quanto accaduto fino alla fine della Seconda Guerra. Insomma, una fede statalizzata su fatti comunque accaduti. Ed io che pensavo che questa dottrina fosse di esclusiva competenza clericale. In una società moderna e democratica siamo obbligati, giustamente, a seguire le regole sociali, giammai il “pensiero sociale”. Non si può cercare il progresso se vengono minate le fondamenta del libero pensiero.
Oltre a tutto, constatando le scarse iniziative degli universitari foggiani, quantomeno delle associazioni studentesche, su un tema sì sentito a livello planetario, rimane un senso di rammarico. Mi piacerebbe credere, per questo, che ciò sia stato solo frutto di un eccessivo impegno sui libri.

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