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5 gennaio 2007

Master per la pace

Previsto per il 31 gennaio l’intervento dell’alto funzionario ONU de Mistura Per costruire la pace non basta più la buona volont&agPrevisto per il 31 gennaio l’intervento dell’alto funzionario ONU de Mistura Per costruire la pace non basta più la buona volontà. Ne sono convinti gli oltre 90 candidati (per 20 posti, assegnati nei giorni scorsi) che hanno presentato domanda da tutta Italia e da molti Paesi europei per partecipare alla prima edizione del Master in Peacebuilding e gestione del conflitto, promosso dalla Scuola di Studi Internazionali dell’ateneo trentino con il patrocinio delle Nazioni Unite e del Ministero degli Affari Esteri italiano. Un interesse che trova le sue radici nella formula stessa di questo nuovo percorso di specializzazione: impostazione accademica, approccio operativo-professionalizzante, acquisizione di competenze facilmente spendibili nell’ambito delle attività di intervento della comunità internazionale nelle situazioni post-conflitto. A conferma dell’alto profilo scientifico del Master, è stato comunicato alla Segreteria della Scuola di Studi Internazionali che l’alto funzionario dell’ONU, Staffan de Mistura, ha accettato di tenere la lezione inaugurale il prossimo 31 gennaio (e non il 9 gennaio, come precedentemente comunicato), dedicata a “Le esigenze formative e professionali del peacebuilding nel nuovo contesto internazionale”. De Mistura, attualmente direttore dello United Nations Staff College di Torino, è noto anche al grande pubblico per le sue frequenti apparizioni televisive quando dirigeva lo UN Information Centre di Roma. L’avvio delle lezioni del master è fissato per martedì prossimo, 9 gennaio. Il primo dei numerosi ospiti che interverranno durante il master per portare la loro testimonianza diretta sarà Mario Raffaelli, già Sotto-segretario agli Esteri e attualmente rappresentante speciale del Governo italiano per la Somalia. Raffaelli interverrà venerdì 12 gennaio alle 9 sul tema “Negoziati di pace per l’Africa: l’esperienza del Mozambico e della Somalia a confronto”. Il master in Peacebuilding e gestione del conflitto si pone l’obiettivo di formare professionisti e volontari nella cooperazione internazionale e umanitaria nell’ambito delle operazioni di assistenza, supporto della pace, pacificazione e ricostruzione. I nuovi e molteplici compiti del moderno peacebuilding sono non solo complessi e difficili da realizzare, ma anche socialmente e politicamente delicati. Per portare a termine con efficacia il loro operato, la preparazione dei cooperanti e operatori di pace di “seconda generazione” richiede un salto di qualità nei termini di sempre maggiori conoscenze, competenze e, in una parola, di alta professionalità. Accanto alle forti motivazioni che necessariamente devono continuare ad animare il lavoro dei cooperanti e degli operatori di pace, la formazione qualificata è diventata l’indispensabile presupposto al buon esito del loro intervento. Le selezioni dei candidati si sono svolte nei giorni scorsi presso la segreteria della Scuola di Studi Internazionali. Un dato interessante riguarda l’interesse da parte dei candidati stranieri, ben un quarto del totale. Attraverso corsi, seminari, laboratori con docenti e professionisti e l’esperienza personale di uno stage nelle realtà internazionali interessate, i partecipanti potranno acquisire gli strumenti fondamentali di interpretazione dei conflitti politici, economici, culturali, religiosi e la conoscenza e la pratica delle strategie (istituzionali e non) volte a prevenire, contenere, gestire i conflitti e lavorare alla costruzione di forme di convivenza pacifica. Lo sbocco professionale degli allievi del Master è prevalentemente nelle organizzazioni internazionali governative e non governative, nelle pubbliche amministrazioni e negli enti locali impegnati in attività di cooperazione e solidarietà internazionali. L’attività didattica sarà svolta prevalentemente da docenti dell’Università di Trento, ai quali si affiancheranno docenti di altri atenei, visiting professors, funzionari ed esperti specializzati nella trattazione delle tematiche affrontate. Previsti anche corsi di lingua inglese specialistica sulla terminologia e lo specifico gergo impiegato nelle operazioni umanitarie e di supporto alla pace. Durante il master sarà attivato un programma di video-conferenze in diretta con il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York per offrire una prospettiva “dall’interno” sui principali temi affrontati, con particolare enfasi alle questioni legate al mantenimento della pace e sicurezza internazionale, ai diritti umani e alla cooperazione allo sviluppo. Il master della Scuola di Studi Internazionali, diretta da Sergio Fabbrini, è finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Comune di Trento ed è diretto da Mario Diani, preside della Facoltà di Sociologia, e da Paolo Foradori, studioso di politica internazionale e con un passato professionale alle Nazioni Unite.

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