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29 gennaio 2007

Prostituzione e Universita’

In apparenza il mondo della prostituzione può sembrare lontano dalla realtà universitaria e invece sembra non essere così.
Il coIn apparenza il mondo della prostituzione può sembrare lontano dalla realtà universitaria e invece sembra non essere così.
Il condizionale è d’obbligo quando si tratta di argomenti tanto delicati e soprattutto, nascosti.
Una ricerca effettuata in Inghilterra di qualche tempo fa, ha dimostrato che circa l’8% delle studentesse elargiva favori sessuali non per superare facilmente un esame, come facilmente molti possano pensare, ma , addirittura, per riuscire a pagarsi la retta universitaria.
Una realtà molto triste che la dice lunga su come il diritto allo studio venga garantito in alcuni paesi cosiddetti sviluppati.
E in Italia? Per quanto ci si lamenti di tasse eccessivamente onerose, il costo di una rata non si avvicina nemmeno lontanamente a quello delle università inglesi, eppure ci si potrebbe sorprendere costatare che il fenomeno non è estraneo qui da noi.
I motivi sono diversi, probabilmente non è la necessità economica che spinge queste studentesse a intraprendere questo tipo di “attività”.
Chi frequenta il mondo universitario sa bene che questa realtà esiste , è strisciante e i fatti di cronaca negli ultimi anni ci hanno dato conferma.
Non esiste ateneo dove “voci di corridoio” non svelino particolari piccanti fra assistenti o professori e studentesse, sicuramente da prendere con il beneficio dell’inventario, eppure realtà che periodicamente confermano che il fenomeno non ci è estraneo.
In numeri assoluti, secondo un sondaggio di Studentmagazine, sono circa 75.000 che si dichiarano disponibili ad utilizzare il proprio corpo e circa 2.000 si farebbero pagare senza nessun problema.
Si può concludere che il mestiere più antico del mondo non conosce crisi e vive di ottima salute, non conoscendo classi sociali o culturali, tanto che nemmeno il mondo universitario ne è estraneo.

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