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31 gennaio 2007

Quando università ed attività forensi si incontrano

Il lavoro investigativo ha bisogno per ottenere risultati più celeri e precisi di sempre più nuove tecnologie su tanti fronti del sapereIl lavoro investigativo ha bisogno per ottenere risultati più celeri e precisi di sempre più nuove tecnologie su tanti fronti del sapere scientifico: dall’acustica, alla chimica ed alla biologia che le nostre università offrono; infatti si sta assistendo ad un avanzamento tecnologico davvero impressionante. ad esempio da macchie minuscole di saliva, capelli e sangue si può sapere il codice genetico dell’autore di un reato con piccola percentuale di sbaglio davvero insignificante. Ma tutto ciò è possibile anche grazie al grande connubio che c’è all’interno delle università, le quali dedicano tanti sforzi e tanto tempo per la scienza forense così da rendere sempre migliore e più esatte risposte che bisogna dare alle rilevazioni fatte sul luogo dove è accaduto un determinato reato.
Quindi l’università anche da questo punto di vista dà una risposta seria e continuativa alle esigenze investigative, un esempio fra tutti è: la cattura di Provenzano che è stato scoperto grazie ad un sofisticatissimo macchinario rilevatore così sensibile che a distanza di due chilometri è in grado di rilevare anche il respiro umano e così anche la presenza di spostamenti. Per cui si può tranquillamente asserire che è stato il grande contributo della scienza a scoprire il superlatitante di Cosa Nostra. Un altro esempio che è alla ribalta della cronaca, del connubio tra il mondo della scienza e quello investigativo è la possibilità di riaprire il caso di via Poma dopo svariati anni dall’accaduto, perché oggi si può avere notizie genetiche su presenze così piccole di macchie che ieri si rilevavano a fatica.
Soffermandosi soltanto sull’aspetto tecnico-scientifico delle indagini si può affermare che oggi la giustizia può dare risposte più sicure grazie anche al sapere scientifico che si sviluppa e si crea anche nelle nostre università. E quindi la collaborazione tra le università e i nuclei investigativi è davvero un’esperienza positiva.

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