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8 gennaio 2007

Ricercatori italiani a 1000 euro al mese

Il titolo di questo articolo non è un’offerta sensazionale di quelle che si trovano su giornali di annunci, bensì una triste realtIl titolo di questo articolo non è un’offerta sensazionale di quelle che si trovano su giornali di annunci, bensì una triste realtà. La ricerca italiana oramai è risaputo è il fanalino di coda per investimenti profusi e a farne le spese sono principalmente i ricercatori, universitari e non, che operano nell’innovazione, senza contare che indirettamente ne paga le conseguenza anche tutto il “sistema paese”. Quello che colpisce, non è semplicemente l’esiguo salario ma, in generale, le condizioni in cui questi lavorano. La media dei salari si attesta tra gli 800 e i 1.200 euro al mese e le ore lavorative vanno dalle 45 alle 50 settimanali. Inoltre è facilmente immaginabile che non trovandoci dinanzi a un lavoro di ufficio le 45 ore sono quelle retribuite e non quelle effettive di lavoro, che sono sempre maggiori. Da non dimenticare poi che i contratti con cui sono assunti sono in buona parte a tempo determinato e così restano per molti anni. Eppure nemmeno questi sono gli elementi che scoraggiano maggiormente i ricercatori italiani, la scarsità dei mezzi e l’approssimazione delle ricerca è il principale motivo che spinge alla cosiddetta “fuga di cervelli”. Senza contare che avere un posto di ricercatore in Italia non è semplice e le conoscenze necessarie per chi vuole intraprendere questa “bistrattata” professione, sono ovviamente molto ampie e richiedono uno studio continuo. Insomma in queste condizioni sembra che il Governo Italiano stia facendo di tutto per scoraggiare la ricerca e possiamo dirlo, ahinoi, con buoni risultati.

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