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17 gennaio 2007

Riprodurre in Italia un modello simile a quello Canadese

In Italia come si sa, non è facile entrare nel mondo del lavoro, e quando si riesce a compiere questo passo, molto spesso le retribuzi

In Italia come si sa, non è facile entrare nel mondo del lavoro, e quando si riesce a compiere questo passo, molto spesso le retribuzioni non sono soddisfacenti e quindi si cerca di ovviare a questa situazione, cercando di migliorare la propria posizione retributiva facendo carriera.
Per poter fare la carriera all’interno di un ambiente di lavoro molte volte si ha bisogno della laurea.
Molte persone decidono di prendere il titolo di studio prima di intraprendere la ricerca lavorativa, perché si pensa che avere una carta in più permetta di articolare meglio la propria ricerca, e quindi di avere maggiori possibilità di ingresso in un mondo infausto come quello del lavoro, ma molto spesso, le realtà lavorative post-lauream purtroppo sono foriere di moltissime delusioni. Infatti si trovano molti laureati a compiere mansioni che potrebbero essere svolte anche con un titolo di studio inferiore.
Esistendo questo grande divario tra le aspettative che del mondo culturale e la realtà del mondo del lavoro, si sta cercando in più parti di ridurre un pochino questo distacco. Se si osserva attentamente come all’estero viene affrontato il medesimo problema, si nota subito la molteplicità di soluzioni attuate dagli stati.
Molti analisti hanno colto molteplici aspetti positivi sulle soluzioni adottate dal Canada, dove la ricetta che è stata trovata è quella di essere riusciti ad instaurare un forte clima di coesione tra il mondo lavorativo e l’ambiente formativo in generale ed universitario nel particolare. Lo stato del Canada stila le cosiddette “previsioni di assunzione”, frutto di una forte collaborazione tra: stato, aziende ed università, che non sono altro che l’individuazione delle esigenze del mercato lavorativo per quanto riguarda il fabbisogno di personale, così da poter indirizzare e preparare i ragazzi su determinati campi in modo da inserirli immediatamente nell’ambiente di lavoro, riuscendo a raggiungere il risultato di ridurre al minimo la disoccupazione, e così da creare motivazioni maggiori agli studenti e ad infondere nella opinione pubblica un ottimismo sulle possibilità future che danno come risultato l’avere una società molto dinamica, attiva e soprattutto fiduciosa delle proprie possibilità.
Con questo metodo si riesce ad evitare il fenomeno che avviene nella nostra nazione della proliferazione di tante facoltà, che non riescono a dare una vera possibilità per il futuro ai nostri giovani studenti.
E’ auspicabile che anche nel nostro paese si debba porre mano alla riduzione del divario tra le attese e la realtà nel mondo del lavoro, altrimenti ci troveremo davanti ad un collasso della struttura sociale della nostra nazione.

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