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22 gennaio 2007

“StudiSenzaFrontiere” per far studiare gli sfortunati del mondo

Il diritto allo studio dovrebbe essere universalmente riconosciuto a tutti quei giovani desiderosi di allargare il confine delle conoscenze necess

Il diritto allo studio dovrebbe essere universalmente riconosciuto a tutti quei giovani desiderosi di allargare il confine delle conoscenze necessarie per diventare persone migliori. Soprattutto quando lo studio rappresenta l’unico riscatto possibile per cercare di voltare pagina al libro della propria vita. Nacque così a Parigi, nel marzo 2003, per iniziativa di alcuni studenti francesi, un’importante associazione apolitica senza scopo di lucro, “Etudes Sans Frontières”, volta appunto al sostentamento di studenti originari di Paesi in grave crisi politica, o dilaniati da conflitti armati, per permettere loro di completare la propria formazione accademica. Un esempio? Basti pensare ai progetti che hanno coinvolto sia la Cecenia, sconvolta dalla guerra tra i gruppi indipendentisti e le forze armate russe di Vladimir Putin, che il Ruanda, dove tra l’aprile e il luglio 1994 furono sterminati un milione di civili nella guerra tra Hutu e Tutsi. Intanto, proprio l’8 novembre scorso è stata inaugurata a Roma la sede italiana dell’associazione (www.studisenzafrontiere.org), che conta già altre presenze in svariate parti del mondo: dalla Francia (con Parigi e Lilla) a Bruxelles, da Barcellona a Montreal. Ed ora anche in Italia, per tenere in alto, tutti insieme, la bandiera del “diritto allo studio universale”.

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