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31 gennaio 2007

Varese: I composti chimici che possono nuocere all’apparato riproduttivo

La ricercatrice cinese Huanxiang Liu è da un anno a Varese grazie a una borsa di studio messa a disposizione dall’Università degli Stu
La ricercatrice cinese Huanxiang Liu è da un anno a Varese grazie a una borsa di studio messa a disposizione dall’Università degli Studi dell’Insubria. A maggio la prof. ssa Gramatica si recherà a Lanzhou per concludere un formale accordo di cooperazione scientifica con l’Ateneo cinese

Sono moltissimi e ampiamente diffusi nell’ambiente i composti chimici che potenzialmente causano delle interferenze con il sistema riproduttivo degli esseri viventi, diminuendo in particolare la fertilità maschile. Una ricerca della dottoressa Huanxiang Liu dell’Università di Lanzhou (Cina), svolta nell’ultimo anno presso il Gruppo di Ricerca QSAR dell’Università dell’Insubria, ha permesso di evidenziare la pericolosità di alcune sostanze chimiche, note come Endocrine Disruptors (ED).

Huanxiang Liu, ventottenne ricercatrice cinese vincitrice di prestigiosi riconoscimenti internazionali, è da un anno a Varese grazie a una borsa di studio messa a disposizione dall’Università degli Studi dell’Insubria nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione. In questo periodo la brillante studiosa è stata ospitata nei laboratori di calcolo del Gruppo di Ricerca QSAR (acronimo inglese per Relazioni Quantitative Struttura-Attività) in Chimica Ambientale ed Ecotossicologia e – sotto la guida della professoressa Paola Gramatica direttore del Gruppo QSAR e ordinario di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali e della sua collaboratrice dottoressa Ester Papa – ha svolto ricerche complesse volte allo sviluppo di modelli computazionali per la previsione delle interferenze che un gran numero di composti chimici esercita sul sistema riproduttivo degli esseri viventi.

«Questi composti – spiega la prof. Gramatica – sono presenti nell’ambiente in grande quantità e con ampia diffusione. Tra le sostanze potenzialmente interferenti con l’apparato endocrino, oltre ai più noti composti steroidei (come ormoni sessuali), si possono inserire composti come: i pesticidi (insetticidi, come il DDT), plasticizzanti (come gli ftalati) ed anche alcuni farmaci, più di recente evidenziati come un problema di inquinamento ambientale. Molte molecole sono in grado di interferire con gli ormoni, portando a sviluppo anormale, disfunzioni riproduttive e, in alcuni casi, al cancro – evidenzia la prof. Gramatica – ma è proprio il numero troppo elevato delle sostanze che dovrebbero essere testate sperimentalmente, a imporre delle scelte orientative, ottenibili con i modelli predittivi QSAR, sviluppati dalla dottoressa Liu nel corso di questo anno di ricerche all’Insubria.
I modelli QSAR realizzati hanno permesso di evidenziare come non interferenti endocrini 44.000 composti tra i 58.000, che erano stati indicati come possibili ED dalla Agenzia per la Protezione Ambientale americana e di dare un ordine di pericolosità per i rimanenti. Questo studio ha quindi permesso di indicare i composti potenzialmente più pericolosi sui quali indirizzare la più costosa ed impegnativa sperimentazione con test anche su animali».

I risultati di questo studio – in parte già pubblicati su sue autorevoli riviste internazionali, Chemical Research in Toxicology e Journal of Molecular Graphics and Modeling – saranno presentati a Varese giovedì 1 febbraio alle ore 14.15 nell’Aula Magna di via Dunant nel corso del seminario: Endocrine Disruptors in the Environment: predictive QSAR modeling.

«L’esperienza di lavoro con la dott.ssa Liu è stata senza dubbio positiva e stimolante – ha concluso la prof. Gramatica – e ha permesso di confrontare e fondere due metodologie di approccio modellistico di due scuole QSAR – quella della Università di Lanzhou e quella della Università dell’Insubria – note nel panorama internazionale. La dott.ssa Liu si è dimostrata molto impegnata nel suo lavoro ed entusiasta della collaborazione con il nostro gruppo di ricerca, collaborazione che proseguirà in futuro con ulteriori sviluppi di ricerche in comune».

Per rinsaldare i rapporti con il prestigioso Ateneo cinese, nel mese di maggio la prof. Gramatica si recherà a Lanzhou per concludere un formale accordo di cooperazione scientifica tra le due Università.

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