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1 febbraio 2007

Catanzaro: “Governo clinico, organizzazione dei servizi e qualità dell’assistenza”

Clinical governance, programmazione sanitaria, organizzazione dei servizi e qualità dell’assistenza sono stati al centro della tavola roton

Clinical governance, programmazione sanitaria, organizzazione dei servizi e qualità dell’assistenza sono stati al centro della tavola rotonda che ha aperto, questa mattina, al Campus universitario di Germaneto la quarta edizione del master in Diritto del Lavoro e Organizzazione dei Servizi Sanitari dell’Università Magna Græcia.

Ha aperto i lavori della giornata il preside dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia, il professor Francesco Saverio Costanzo che, portando i saluti del Rettore dell’Università Magna Græcia, il professor Salvatore Venuta, ha sottolineato l’interesse e l’attenzione dell’Ateneo ai temi della salute: ne è la dimostrazione anche il fatto che i percorsi formativi dell’area medica e sanitaria sono arricchiti da moduli specifici integrati che sono incentrati sulla sociologia della salute, l’economia sanitaria, l’organizzazione aziendale.

Sono intervenuti alla tavola rotonda Pier Natale Mengozzi, Presidente Federsanità Anci, Enzo Paolini, Presidente dell’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), Francesco Ripa Di Meana, Presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). Ha coordinato i lavori il professor Guido Giarelli, docente di Sociologia della Salute. Ha introdotto i temi dell’incontro il professor Antonio Viscomi, direttore del Master in Diritto del Lavoro e Organizzazione dei Servizi Sanitari.

Il professor Viscomi, presentando la struttura del master, ha messo in evidenza come l’obiettivo di questo percorso specialistico sia la formazione di figure professionali altamente qualificate, che possano incidere profondamente, a livello culturale, su tutto il sistema, e in particolar modo sulla gestione dei servizi sanitari.

“Il rinnovato percorso del master – ha detto il professor Viscomi – integra diversi ambiti e settori di studio, come l’organizzazione aziendale, l’economia sanitaria e la sociologia della salute, offrendo una approfondita conoscenza dell’ordinamento giuridico che governa il rapporto individuale e le relazioni collettive di lavoro nell’ambito delle aziende e degli enti che erogano servizi sanitari. Nel fare questo – ha evidenziato il professor Viscomi- vogliamo mettere a confronto il problema con il sistema, non si può prescindere infatti dal contesto in cui si opera per un’analisi completa. Lavoreremo su testo e contesto per far sì che il master diventi luogo di incontro, di scambio di esperienze e di conoscenze, di riflessione collettiva. Per tale motivo la didattica sarà di tipo seminariale, coinvolgendo in maniera attiva gli allievi, e verranno creati laboratori di ricerca. Per ciascun allievo del master, infatti, ci sarà la possibilità di partecipare a project work per un’immediata applicazione sul campo delle conoscenze acquisite. Working together for health, lavorare insieme per la salute, – ha concluso Viscomi- – partendo da questo che è stato lo slogan dell’edizione 2006 della giornata mondiale della sanità, il master vuol essere un piccolo contributo per realizzare sistemi sanitari equi ed efficienti, basati su principi di solidarietà e sussidiarietà.”

Il professor Giarelli, partendo dai temi della tavola rotonda, ha introdotto il concetto allargato di clinical governance, pratica che poggia sulla valorizzazione, sull’integrazione e sul coinvolgimento nel processo aziendale delle risorse e dei professionisti che operano nelle strutture sanitarie e sulla messa in comune costruttiva delle informazioni, con particolare attenzione ai criteri per il miglioramento continuo della qualità. La clinical governance, quale governo partecipato fra attori di diversa natura, che possono aprirsi anche all’ambito sociale che in un determinato contesto operano, pone per questo un interrogativo importante sul ruolo che essa può avere nel raggiungimento della qualità dell’assistenza.

“La sanità italiana – ha detto Pier Natale Mengozzi – ha bisogno di figure nuove e di nuove professionalità capaci di dare risposte concrete a quello che è il bisogno di salute del cittadino. La gestione delle risorse umane risulta per questo fondamentale per risolvere anche alcune delle dinamiche negative che oggi purtroppo si verificano. Bisogna far scattare il senso di appartenenza; il manager deve ascoltare di più i propri professionisti e le proprie risorse umane, che devono saper fare squadra. Al manager però – ha sottolineato Mengozzi – è necessario dare certezza di ruolo per essere ordinatore del sistema. Se pensiamo al problema nazionale degli atti aziendali, atti dal quale traspare la riconoscibilità vera dell’autonomia organizzativa che l’azienda deve avere con il territorio, si può facilmente capire le difficoltà nella loro stesura e approvazione. Abbiamo ora una grande occasione di responsabilità attraverso il coinvolgimento dei clinici nelle scelte interne delle aziende, bisogna saperla cogliere, affidandosi alla vera programmazione, mettendo al centro il cittadino-paziente e puntando ad un sistema di qualità assistenziale di alto livello capace di slegarsi da vecchie e negative costrizioni”.

Sui concetti di competitività, programmazione sanitaria è intervenuto Enzo Paolini che ha evidenziato come sia ancora lontano quel processo di qualità assistenziale che vede i cittadini al centro del sistema. “Bisogna invertire culturalmente questa tendenza – ha detto Paolini – puntando a stimolare la competitività e l’innovazione, evitando di tornare a vecchie forme di monopolio. Rendere un mercato libero anche nell’ambito della sanità significa realizzare una vera liberalizzazione. In tale contesto non può che esservi quindi un’esclusività del rapporto da parte dei diversi professionisti. L’azione di governo deve puntare alla programmazione, che esalta il ruolo del gestore, alla definizone dei ruoli del direttore generale, all’organizzazione dei servizi inquadrati in un atto aziendale certo e che consenta l’autonomia gestionale. Senza la cultura del fare però tutto questo risulterebbe vano e sarebbe impossibile raggiungere livelli di qualità. La qualità dei servizi, infatti, è strettamente legata alla qualità della politica, nella sua accezione più alta; dovunque si fa politica, basta farla però con trasparenza e determinazione”.

Sull’autonomia e responsabilità del management aziendale è intervenuto invece Francesco Ripa Di Meana. “Dobbiamo rimettere al primo posto la qualità del prodotto – ha riferito Ripa Di Meana – prestando molta attenzione ai medici e a tutti gli altri gestori dei processi aziendali, cogliendo dalle esigenze poste da ciascuno nella propria diversità quei presupposti decisivi per agire nelle direzione del miglioramento qualitativo dell’assistenza. Penso ad esempio alla sicurezza, al risk managemnt, che dobbiamo mettere come priorità nelle nostre aziende, sfruttando proprio la clinical governance e la possibilità di coinvolgere nelle definizioni delle scelte aziendali tutte le risorse che operano all’interno dell’organizzazione”.

Nel corso della presentazione del master, sollecitati dalle riflessioni dei relatori della tavola rotonda, alcuni interventi del pubblico in aula sono stati incentrati sul valore della programmazione, sull’esclusività del rapporto e sulla verifica dei processi aziendali. Tra gli intervenuti anche la dottoressa Anna Rosalba Buttiglieri, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Mater Domini, che, riprendendo quanto detto da Pier Natale Mengozzi, ha ribadito: “su tutto il territorio nazionale c’è la difficoltà di arrivare ad un atto aziendale condiviso da tutte le parti, tant’è che, ad oggi, gran parte delle aziende miste non ha provveduto ancora alla sua stesura, in considerazione proprio di tale complessità aziendale”.

Alla presentazione del master erano presenti anche diversi manager, dirigenti del settore e addetti che operano sul territorio.

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