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Catanzaro: “Governo clinico, organizzazione dei servizi e qualità dell’assistenza”

Redazione Controcampus 1 Febbraio 2007
R. C.
23/05/2022

Clinical governance, programmazione sanitaria, organizzazione dei servizi e qualità dell'assistenza sono stati al centro della tavola roton Clinical governance, programmazione sanitaria, organizzazione dei servizi e qualità dell'assistenza sono stati al centro della tavola rotonda che ha aperto, questa mattina, al Campus universitario di Germaneto la quarta edizione del master in Diritto del Lavoro e Organizzazione dei Servizi Sanitari dell'Università Magna Græcia.



Ha aperto i lavori della giornata il preside dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia, il professor Francesco Saverio Costanzo che, portando i saluti del Rettore dell’Università Magna Græcia, il professor Salvatore Venuta, ha sottolineato l’interesse e l’attenzione dell’Ateneo ai temi della salute: ne è la dimostrazione anche il fatto che i percorsi formativi dell’area medica e sanitaria sono arricchiti da moduli specifici integrati che sono incentrati sulla sociologia della salute, l’economia sanitaria, l’organizzazione aziendale.

Sono intervenuti alla tavola rotonda Pier Natale Mengozzi, Presidente Federsanità Anci, Enzo Paolini, Presidente dell’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), Francesco Ripa Di Meana, Presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). Ha coordinato i lavori il professor Guido Giarelli, docente di Sociologia della Salute. Ha introdotto i temi dell’incontro il professor Antonio Viscomi, direttore del Master in Diritto del Lavoro e Organizzazione dei Servizi Sanitari.

Il professor Viscomi, presentando la struttura del master, ha messo in evidenza come l’obiettivo di questo percorso specialistico sia la formazione di figure professionali altamente qualificate, che possano incidere profondamente, a livello culturale, su tutto il sistema, e in particolar modo sulla gestione dei servizi sanitari.

“Il rinnovato percorso del master – ha detto il professor Viscomi – integra diversi ambiti e settori di studio, come l’organizzazione aziendale, l’economia sanitaria e la sociologia della salute, offrendo una approfondita conoscenza dell’ordinamento giuridico che governa il rapporto individuale e le relazioni collettive di lavoro nell’ambito delle aziende e degli enti che erogano servizi sanitari. Nel fare questo – ha evidenziato il professor Viscomi- vogliamo mettere a confronto il problema con il sistema, non si può prescindere infatti dal contesto in cui si opera per un’analisi completa. Lavoreremo su testo e contesto per far sì che il master diventi luogo di incontro, di scambio di esperienze e di conoscenze, di riflessione collettiva. Per tale motivo la didattica sarà di tipo seminariale, coinvolgendo in maniera attiva gli allievi, e verranno creati laboratori di ricerca. Per ciascun allievo del master, infatti, ci sarà la possibilità di partecipare a project work per un’immediata applicazione sul campo delle conoscenze acquisite. Working together for health, lavorare insieme per la salute, – ha concluso Viscomi- – partendo da questo che è stato lo slogan dell’edizione 2006 della giornata mondiale della sanità, il master vuol essere un piccolo contributo per realizzare sistemi sanitari equi ed efficienti, basati su principi di solidarietà e sussidiarietà.”

Il professor Giarelli, partendo dai temi della tavola rotonda, ha introdotto il concetto allargato di clinical governance, pratica che poggia sulla valorizzazione, sull’integrazione e sul coinvolgimento nel processo aziendale delle risorse e dei professionisti che operano nelle strutture sanitarie e sulla messa in comune costruttiva delle informazioni, con particolare attenzione ai criteri per il miglioramento continuo della qualità. La clinical governance, quale governo partecipato fra attori di diversa natura, che possono aprirsi anche all’ambito sociale che in un determinato contesto operano, pone per questo un interrogativo importante sul ruolo che essa può avere nel raggiungimento della qualità dell’assistenza.

“La sanità italiana – ha detto Pier Natale Mengozzi – ha bisogno di figure nuove e di nuove professionalità capaci di dare risposte concrete a quello che è il bisogno di salute del cittadino. La gestione delle risorse umane risulta per questo fondamentale per risolvere anche alcune delle dinamiche negative che oggi purtroppo si verificano. Bisogna far scattare il senso di appartenenza; il manager deve ascoltare di più i propri professionisti e le proprie risorse umane, che devono saper fare squadra. Al manager però – ha sottolineato Mengozzi – è necessario dare certezza di ruolo per essere ordinatore del sistema. Se pensiamo al problema nazionale degli atti aziendali, atti dal quale traspare la riconoscibilità vera dell’autonomia organizzativa che l’azienda deve avere con il territorio, si può facilmente capire le difficoltà nella loro stesura e approvazione. Abbiamo ora una grande occasione di responsabilità attraverso il coinvolgimento dei clinici nelle scelte interne delle aziende, bisogna saperla cogliere, affidandosi alla vera programmazione, mettendo al centro il cittadino-paziente e puntando ad un sistema di qualità assistenziale di alto livello capace di slegarsi da vecchie e negative costrizioni”.

Sui concetti di competitività, programmazione sanitaria è intervenuto Enzo Paolini che ha evidenziato come sia ancora lontano quel processo di qualità assistenziale che vede i cittadini al centro del sistema. “Bisogna invertire culturalmente questa tendenza – ha detto Paolini – puntando a stimolare la competitività e l’innovazione, evitando di tornare a vecchie forme di monopolio. Rendere un mercato libero anche nell’ambito della sanità significa realizzare una vera liberalizzazione. In tale contesto non può che esservi quindi un’esclusività del rapporto da parte dei diversi professionisti. L’azione di governo deve puntare alla programmazione, che esalta il ruolo del gestore, alla definizone dei ruoli del direttore generale, all’organizzazione dei servizi inquadrati in un atto aziendale certo e che consenta l’autonomia gestionale. Senza la cultura del fare però tutto questo risulterebbe vano e sarebbe impossibile raggiungere livelli di qualità. La qualità dei servizi, infatti, è strettamente legata alla qualità della politica, nella sua accezione più alta; dovunque si fa politica, basta farla però con trasparenza e determinazione”.

Sull’autonomia e responsabilità del management aziendale è intervenuto invece Francesco Ripa Di Meana. “Dobbiamo rimettere al primo posto la qualità del prodotto – ha riferito Ripa Di Meana – prestando molta attenzione ai medici e a tutti gli altri gestori dei processi aziendali, cogliendo dalle esigenze poste da ciascuno nella propria diversità quei presupposti decisivi per agire nelle direzione del miglioramento qualitativo dell’assistenza. Penso ad esempio alla sicurezza, al risk managemnt, che dobbiamo mettere come priorità nelle nostre aziende, sfruttando proprio la clinical governance e la possibilità di coinvolgere nelle definizioni delle scelte aziendali tutte le risorse che operano all’interno dell’organizzazione”.

Nel corso della presentazione del master, sollecitati dalle riflessioni dei relatori della tavola rotonda, alcuni interventi del pubblico in aula sono stati incentrati sul valore della programmazione, sull’esclusività del rapporto e sulla verifica dei processi aziendali. Tra gli intervenuti anche la dottoressa Anna Rosalba Buttiglieri, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Mater Domini, che, riprendendo quanto detto da Pier Natale Mengozzi, ha ribadito: “su tutto il territorio nazionale c’è la difficoltà di arrivare ad un atto aziendale condiviso da tutte le parti, tant’è che, ad oggi, gran parte delle aziende miste non ha provveduto ancora alla sua stesura, in considerazione proprio di tale complessità aziendale”.

Alla presentazione del master erano presenti anche diversi manager, dirigenti del settore e addetti che operano sul territorio.

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Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto