• Google+
  • Commenta
6 febbraio 2007

Catanzaro: il Consiglio della Facoltà di Giurisprudenza protesta

Il Consiglio di Facoltà, nella sua piena composizione e all’unanimità, non può che unirsi alla protesta nei confronti di un p

Il Consiglio di Facoltà, nella sua piena composizione e all’unanimità, non può che unirsi alla protesta nei confronti di un provvedimento che costituisce prima ancora che uno “scippo”, prontamente denunciato da diversi esponenti del mondo politico calabrese, uno schiaffo ingiustamente inferto non solo alla città di Catanzaro ma ad un’intera regione immeritevole di tale trattamento.
La scelta operata con il decreto interministeriale del 27 aprile 2006 di collocare la sede della predetta Scuola per il macro distretto regionale del meridione in Catanzaro era apparsa decisamente opportuna e lungimirante. Infatti, la città, oltre ad essere capoluogo di una Regione particolarmente bisognosa di segnali di legalità e di presenza dello Stato, fra i quali rientrerebbe a pieno titolo una Scuola finalizzata all’aggiornamento formativo dei quadri della magistratura, è sede di Corte d’Appello da più di cent’anni e prima ancora di Tribunali superiori di tipo regionale quale, ad esempio, la Regia Udienza.
A tali consolidate tradizioni sia forensi che giudiziarie si è venuta ad unire, in epoche più vicine, una vocazione alla ricerca e all’insegnamento delle scienze giuridiche con l’istituzione e l’affermazione, non solo sul panorama regionale ma anche più in generale di quello nazionale, di una Facoltà di Giurisprudenza che costituisce una realtà importante per la cultura del Mezzogiorno; realtà in corso di ulteriore sviluppo con la recente inaugurazione del Campus universitario di Germaneto.
L’inconsistenza e la pretestuosità delle motivazioni addotte a giustificare una decisione palesemente indifendibile sia in fatto che in diritto, inducono al legittimo sospetto che in tal modo si sia voluto privilegiare e favorire una città ed una regione non a caso particolarmente care e vicine forse per ragioni che, partendo dalla politica, si muovono attraverso un “campanilismo spinto”.
Il Consiglio di Facoltà, pertanto, ribadendo come Catanzaro costituisca un contesto particolarmente favorevole ed adatto ad ospitare tale prestigiosa Scuola, invita con calorosa fermezza le autorità competenti a riconsiderare l’opportunità di un provvedimento tanto ingiusto quanto impopolare e a restituire quindi alla città e alla Regione Calabria quanto legittimamente era stato loro attribuito.

Google+
© Riproduzione Riservata