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28 febbraio 2007

E’giusto fare confronti tra i percorsi di studio odierni e quelli di ieri?

Approfondendo tanti aspetti sul mondo culturale di oggi, con le necessità culturali del nostro passato si notano delle differenze abissali. IniApprofondendo tanti aspetti sul mondo culturale di oggi, con le necessità culturali del nostro passato si notano delle differenze abissali. Iniziando a capire quali differenze l’università si trova a dover affrontare, visto che gli atenei dovrebbero mutare con il cambiare della domanda formativa.
Facendo un analisi a ritroso, molti addetti ai lavori, hanno notato una questione molto importante e cioè da una lotta contro l’analfabetismo del primo ‘900 si è passati a una cultura molto divulgata e quindi alla portata di tutti, ma con l’esigenza di saper confrontarsi con un mondo globalizzato. Approfondendo un po’ l’argomentazione prima accennata si può affermare che a distanza di poche generazioni si notano delle differenze abissali. Ad esempio, nel primo ‘900 fino agli anni 20 si era presenti ad un fenomeno di analfabetismo molto diffuso tanto che chi aveva finito le scuole elementari erano la netta minoranza, e coloro che riuscivano a fare il proprio percorso di studio fino all’università erano davvero rari. Nel ventennio successivo si è avuto un grande sviluppo nel campo culturale della popolazione, in quanto, le scuole fino alla odierna terza media erano alla portata di molte persone così che alla popolazione si impartì un grado culturale più alto, concentrando in questi anni quanto più sapere possibile si potesse dare. Il frequentare o no queste scuole dipendeva dalle famiglie, in quanto non esisteva l’obbligo di frequenza, poi le famiglie che si potevano permettere un grado di cultura più avanzato erano la minoranza, quindi in questo periodo i diplomati erono pochi, ma sicuramente in numero maggiore rispetto al ventennio precedente.
Quindi come si può notare osservando i decenni precedenti la lotta contro l’analfabetismo fu negli anni condotta senza quartiere ed ora stiamo ottenendo i risultati di quelle battaglie infatti la cultura media di base della nazione è nettamente migliorata.
Il vero problema tra ieri ed oggi in ambito della qualità di studio è che prima c’erano pochi contatti con l’estero e minori persone che usufruivano dei corsi e quindi più facile era l’organizzazione dei medesimi e seconda battuta non c’era lo scambio culturale che c’è oggi e quindi le esigenze formative che esistevano non erano così pressanti come oggi.
Quando la cultura è stata messa alla portata di tutti, la sua qualità si è deteriorata ma è un prezzo molto bello da pagare in quanto a meno nozioni classiche, si è avuto un avanzamento culturale di tutta la popolazione della nostra nazione.
Nell’epoca moderna le università devono affrontare maggiori necessità formative con maggiori traguardi da raggiungere. Ad esempio: il repentino avanzamento dello sviluppo tecnologico, l’aprirsi delle nostre università al confronto con quelle di tutti i paesi del mondo, ed il far fronti ad un sempre maggiore scambio informativo tra loro.
Quindi non si può con i cambiamenti vigenti oggi nella società confrontare il mondo dello studio di ieri e di oggi. In quanto le sfide dei nostri giovani e della nostra struttura universitaria sono se pur diverse, sempre dure e difficili.

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