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10 febbraio 2007

Federico II: un buco da 10 milioni di euro

L’Università degli Studi di Napoli apre l’anno con un bilancio di previsione piuttosto negativo: quello approvato il 28 dicembre scorso dal

L’Università degli Studi di Napoli apre l’anno con un bilancio di previsione piuttosto negativo: quello approvato il 28 dicembre scorso dal Consiglio d’Amministrazione che esprime un deficit di 10 milioni di euro. Non c’è molto da fare, dunque: la situazione è chiara, bisogna risparmiare. Eppure rispetto all’anno precedente c’è statro anche un incremento delle entrate legate a tasse studentesche ( il cui importo è comunque rimasto invariato).
Fino ad ora l’amministrazione dell’Ateneo è riuscita a gestire al meglio il deficit, evitando le conseguenze sugli studenti: in effetti non è stato possibile accorgersi di nulla, per i ragazzi, poichè i servizi loro dedicati sono rimasti del tutto invariati. In un primo tempo si è ricorsi a tagli solo sul fronte amministrativo, riducendo, ad esempio, spese piccole ma costanti, come quelle telefoniche del personale impiegato. Non sono più possibili telefonate verso i cellulari, nè in alcun modo telefonate private. E poi nella Facoltà di Lettere e Filosofia, sono state nettamente tagliate le spese per i lettori madrelingua, ridotti oggi da 14 a 5. Non è rimasto nessun lettore di tedesco, per esempio. Ma a questi problemi, afferma il preside della stessa facoltà, Eugenio Mazzarella, si cercherà di reagire con i mezzi più appropriati e nel tempo più breve possibile: si prevedono, ad esempio, assunzioni con contratti a tempo determinato.
A quanto pare, però, le vere difficoltà si faranno sentire da marzo, con l’inizio del secondo semestre. Docenti e ricercatori vincitori di concorsi non potranno prendere servizio, perchè, in pratica, non ci sarebbero i mezzi per sostenerne l’onere. E certo verranno svolti i concorsi già banditi, ma è difficile che nel 2007 ci possano essere nuove assunzioni. Ovviamente se finora si è tentato, e con successo, di arginare i problemi legati a questo deficit il futuro sembra tuttaltro che roseo e sarà difficile senza fondi mantenere una qualità capace di non far perdere colpi allo storico ateneo.

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