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18 febbraio 2007

Generazione “copia e incolla”

Se prima con la laurea quinquennale si rischiava di imbattersi in qualche tesi scopiazzata un po’qua e un po’ là, pensate a quante ce ne sarannSe prima con la laurea quinquennale si rischiava di imbattersi in qualche tesi scopiazzata un po’qua e un po’ là, pensate a quante ce ne saranno in giro, di tesi non proprio “originali”, ora che gli studenti sono costretti per ben due volte – laurea triennale e laurea specialistica – a superare la formalità dell’elaborato di fine corso accademico. E senza dimenticare il grande aiuto che tanti studenti ricevono dal mondo virtuale di Internet, fonte inesauribile di qualsiasi informazione, la deriva verso una “generazione copia e incolla” sembra essere sempre più vicina. A parlarcene è stato Massimo Gaggi che, dalle pagine del “Corriere della Sera” (23-1-2007), ci ha informato dei rimedi studiati dalle università americane per ovviare alle troppo inflazionate tesine scopiazzate dal web. E pensare che esistono veri e propri siti – i “paper mill”, le fabbriche di tesine – come “Sparknotes.com” e “123helpme.com” negli Stati Uniti, e “Ukessays.com” in Gran Bretagna, dove è possibile acquistare la tesi che più soddisfa le proprie esigenze di (falsi) ricercatori. Ma i rimedi volti ad arginare questa triste deriva non mancano, ed uno vale per tutti: “Turnitin”. Si tratta di un software basato su un algoritmo capace di scovare eventuali “scritti non originali”: al prezzo di 80 centesimi di dollaro per studente, il sistema confronta i testi presentati dagli allievi con numerosi altri testi accademici, tesine e articoli di giornale contenuti nel database della “iParadigms”, la società ideatrice di “Turnitin”. Risultato: all’Ohio University, ad esempio, sono state scoperte ben 40 lauree in ingegneria scopiazzate, e alcune di queste sono state addirittura revocate. In America, a quanto pare fanno sul serio, e qui in Italia?

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