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28 febbraio 2007

Italia bocciata nelle innovazioni tecnologiche da parte delle imprese

Il nostro paese sta in una crisi forte, anche se ci sono segni di ripresa. Ma ancora non è sufficiente per affermare che siamo fuori definitivaIl nostro paese sta in una crisi forte, anche se ci sono segni di ripresa. Ma ancora non è sufficiente per affermare che siamo fuori definitivamente dal periodo di emergenza ma comunque pare che si cominci ad intravedere i segni di una fase di crescita strutturale; alcuni settori sono in ripresa, altri stanno uscendo lentamente dalla crisi. Notiamo, il settore tessile che dopo aver superato un periodo di recessione, nel quale sono sopravvissute soltanto quelle aziende che hanno puntato sulla ricerca di tessuti migliori cercando di rendere il prodotto di maggiore qualità, ora queste aziende stanno raccogliendo i frutti perché sui nuovi mercati come Cina, Russia, India e anche nel Brasile, c’è una forte richiesta di questi prodotti italiani perché reputati di più alta qualità. Questo è un altro esempio valido di come può aiutare la ricerca nel realizzare la qualità di un prodotto.
Nelle facoltà di scienza dei materiali, di fisica della materia e di chimica inorganica e dei materiali, fuoriescono dei ricercatori che vorrebbero svolgere il proprio mestiere, ma la società di oggi non gli permette di lavorare adeguatamente; infatti molto spesso, per fare carriera, devono andare all’estero tanto che ormai la maggior parte della manodopera che fuoriesce dalle università nostrane è costretta per molte unità a trasferirsi e far arricchire così gli altri stati sia come innovazione che come sviluppo e facciamo regredire la nostra.
Infatti, l’Italia è stata bocciata perché le aziende puntano poco sulla ricerca e quindi viene superata da altre nazioni come la Bulgaria e la Romania nei confronti delle quali di solito la gente tende a sentirsi superiore, ma come si può denotare, queste nazioni danno prodotti e risultati innovativi superiori al nostro paese.
Visto i risultati sconfortanti della bocciatura al nostro paese a livello internazionale, le domande che nascono spontanee sono: Perché far laureare dei giovani che diventeranno forza lavoro all’estero, quindi, apportano ricchezza fuori dal proprio territorio? Che politiche vengono fatte nel nostro paese per trattenere o richiamare i cosiddetti “Cervelli” dall’estero? Ciò non vuol dire che i giovani non si debbano laureare nelle materie scientifiche ma queste domande dovrebbero spingere a chi di dovere a trovare una via d’uscita e quindi a rilanciare il nostro paese.
Sperando in un futuro migliore, con delle idee innovative in grado di dare alla nostra Italia, delle politiche di risanamento e di rilancio; insomma sperando di creare una nuova èra per la nostra nazione, così da diventare veramente uno stato onorevole e protagonista sulla platea internazionale!!!

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