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2 febbraio 2007

La Sapienza festeggia 80 anni di ricerca aerospaziale

L’Università “La Sapienza” è attiva nella ricerca aerospaziale sin dagli anni ’30.
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L’Università “La Sapienza” è attiva nella ricerca aerospaziale sin dagli anni ’30.
L’impegno dell’università romana in questo campo ha portato a risultati sempre notevoli e rilevanti a livello internazionale. L’ormai scomparso professor Broglio fu uno dei padri dell’astronautica italiana, colui che ideò e concretizzo nel 1962 il progetto “San Marco”, un programma di collaborazione bilaterale tra Italia e Stati Uniti per la ricerca scientifica e la sperimentazione nello spazio: furono lanciati due satelliti italiani, interamente costruiti alla Sapienza di Roma.
Il professor Carlo Buongiorno con le sue ricerche ha offerto grande impulso alle attività spaziali italiane ed alle collaborazioni internazionali anche come Direttore dell’ Agenzia Spaziale Italiana (ASI), mentre il professor Giovanni Picardi si è distinto per aver contribuito al successo della missione spaziale Marx Express, che ha portato alla clamorosa scoperta della presenza di ghiaccio sul pianeta Marte. E questo solo per nominare alcuni dei numerosi successi.
Quest’anno “La Sapienza” festeggia 80 anni di ricerca aerospaziale e per l’occasione martedì 6 febbraio nell’Aula Magna di Piazzale Aldo Moro 5 si terrà una giornata di studi internazionali, a cui interverranno fra gli altri il rettore Renato Guarini , il commissario dell’Agenzia spaziale italiana Vincenzo Roppo, il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea Jean Jacques Dordain e il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini
L’incontro si aprirà con la firma per l’accordo tra il governo italiano e quello francese per la ricerca nel campo aerospaziale, presso gli uffici del Rettore alle 9.30, con la presenza del Ministro dell’università Mussi.
La giornata si concluderà invece con la consegna dei diplomi agli allievi della scorsa edizione dei master in “Sistemi di trasporto aerospaziale e Satelliti e piattaforme orbitanti” della scuola di Ingegneria aerospaziale.
Un appuntamento importante che rappresenta una fetta di positività nell’arido panorama della ricerca italiana: da non perdere.

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