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8 febbraio 2007

L’Università Pontificia: tra religione e scienza

Da sempre religione, scienza e filosofia si scontrano e si incontrano continuamente. Punti di vista inconciliabili, posizioni invece che si possono coDa sempre religione, scienza e filosofia si scontrano e si incontrano continuamente. Punti di vista inconciliabili, posizioni invece che si possono condividere, domande esistenziali alle quali ognuno dà risposte diverse.
Il “Progetto STOQ”, al quale quest’anno parteciperà la facoltà di filosofia della Pontificia Università della Santa Croce, ha proprio l’obiettivo “promuovere la presenza dei temi scientifici nella riflessione filosofico-teologica”.
Il Progetto STOQ, Science Theology and the Ontological Quest, alla sua terza edizione, è nato in seguito al giubileo degli scienziati del 2000 (un avvenimento unico nel suo genere, in cui grandi scienziati di fede si sono incontrati in Vaticano per riflettere sui possibili incontri tra fede e scienza appunto), è coordinato dal Pontificio Consiglio della Cultura, è sovvenzionato dalla fondazione statunitense John Templeton (JTF) e vuole dare la possibilità a studenti, scienziati, teologi, filosofi di approfondire le basi razionali della propria fede.
Questa nuova edizione del progetto si articolerà in tre anni accademici e coinvolgerà anche la Pontificia Università della Santa Croce, la Salesiana e la S. Tommaso d’Aquino, oltre alle università pontificie Lateranense, Gregoriana e Regina Apostolorum, già coinvolte nelle edizioni precedenti.
Sono previsti corsi di scienza e fede, e attività seminariali, tutoring, orientamento e ricerca per approfondire il rapporto tra il pensiero scientifico e la rivelazione cristiana.
Un tentativo di trovare la Verità all’incrocio fra discipline apparentemente inconciliabili e di rendere vivibile e credibile la propria fede anche all’inizio di questo Terzo Millennio, in cui sembra che si creda ormai esclusivamente nella scienza e nel progresso, responsabili spesso della diffusione di ateismo e indifferenza religiosa.

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