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Palermo: scoperti i bisogni del quartiere Albergheria

Redazione Controcampus 27 Febbraio 2007
R. C.
22/05/2022

Un capofamiglia su cinque sbarca il lunario con un lavoro in nero, oltre la metà delle famiglie vive in case in lieve e grave degrado e quasi tUn capofamiglia su cinque sbarca il lunario con un lavoro in nero, oltre la metà delle famiglie vive in case in lieve e grave degrado e quasi tutti non hanno tempo da dedicare allo svago.



All’Albergheria la condizione di disagio economico e socio-abitativo è ancora talmente diffusa da avere spinto un gruppo di studiosi a indagare profondamente negli stili di vita del quartiere palermitano, per fornire strumenti scientifici utili agli amministratori che vogliano portare avanti il riscatto di un pezzo prezioso del centro storico. Due anni di lavoro hanno permesso di portare a termine un’indagine campionaria sulle famiglie residenti all’Alberghiera, che oggi è stata sintetizzata in un volume “Al centro del margine” a cura di Vincenza Capursi e Ornella Giambalvo, rispettivamente ordinario e associato di Statistica sociale all’Università. La pubblicazione edita da FrancoAngeli (pp.394, 40 euro), verrà presentata giovedì 1 marzo, alle 17,30, nella chiesa di San Francesco Saverio, alla presenza delle due autrici e del parroco don Cosimo Scordato.
“L’indagine è nata dal desiderio e dall’esigenza di un gruppo di operatori nel territorio di avere strumenti e conoscenze delle reali esigenze e condizioni di vita dei residenti – spiega Vincenza Capursi – per la programmazione di interventi mirati e, quindi, più efficaci per il risanamento dell’area”.
Il campione esaminato è formato da 147 famiglie italiane e da 30 straniere residenti nel quartiere Albergheria. Tutti gli intervistati hanno risposto a domande mirate a conoscere le condizioni lavorative, abitative, gli stili di vita, le opinioni e le convinzioni delle famiglie.

LAVORO. Il 50 per cento dei capifamiglia non risulta occupato, ma, addentrandosi nelle risposte, si scopre che una buona parte di non occupati in realtà svolge un’attività, magari sommersa. Gli occupati sono ufficialmente il 24%, per lo più uomini coniugati, mentre il 22,3% rientra nella categoria dei “falsi non occupati” (che hanno un lavoro in nero), e il 3% è lavoratore occasionale. Non ci sono capifamiglia analfabeti, hanno conseguito la licenza elementare (39%) o media (39%); gli stranieri posseggono invece un titolo di studio più alto. Il 37% degli occupati è impiegato, il 16% commerciante o ambulante, il 13% Lsu, un altro 13% è composto da operai. Il 68% di chi è occupato lavora fuori dal quartiere. Solo il 24% di famiglie con un lavoro vive in case di proprietà, il 71% è in affitto. Poco più di un terzo di famiglie con capofamiglia occupato ha bambini, in media due o tre, e gli altri membri della famiglia non lavorano. Tra i “falsi non occupati”, la maggior parte non cerca lavoro, segno che svolge un’attività che consente di avere un reddito, e solo il 37% è coniugato. Il 37% lavora in nero come colf (nel 77% dei casi si tratta di stranieri), il 23% come ambulante. Solo il 14% dei “falsi non occupati” vive in case di proprietà. I non occupati risultano il 24% (di questi il 68% sono donne).

CASE. Il 29% delle famiglie intervistate vive in abitazioni di edilizia moderna, costruite nel dopoguerra. In otto abitazioni su dieci non c’è il riscaldamento. Un dato altissimo soprattutto se lo confrontiamo con la media di case senza riscaldamento in Italia (5,6%) e in Sicilia (35,3%). Il 40% delle abitazioni è in condizioni mediocri, il 33% in buone condizioni (si tratta di quelli più moderne), il 24% è in uno stato di conservazione cattivo, in alcuni casi si parla anche di ruderi, abitati tutti da immigrati. Le famiglie vivono per lo più in abitazioni di tre vani (41,5%), per un totale di 56 metri quadrati, con in media tre persone; il 35,5% delle famiglie vive in due vani, il 20% in quattro o più vani. All’Albergheria nel 19% delle abitazioni c’è un vano non illuminato, nel 2% due vani non illuminati. Il 52,2% vive in case in affitto (il 46,5% italiani e il 78,6% stranieri), il 33,1% in case di proprietà (tutti italiani), il 10,2% in case assegnate (per i tre quarti si tratta di famiglie italiane) e il 4,5% in case occupate (tutti italiani). Negli altri quartieri il 54% delle case è di proprietà, in Italia il 71,4%.
E’ interessante dare un’occhiata alla qualità dei servizi igienici presenti nelle case private. Nel 63% dei casi è presente il bagno completo (con wc, bagno o doccia), nel 25,5% c’è un bagno con vasca o doccia, ma senza wc, che spesso si trova in un’altra stanza (a volte in cucina nascosto da una tenda), nel 9,6% c’è un bagno solo col wc, nell’1,9% non c’è neppure il wc. Il 36% delle famiglie vorrebbe più spazio in casa, il 22% più luce, il 19% sia spazio che luce. Il 24,5% degli intervistati vorrebbe cambiare quartiere, il 3,8% desidererebbe vivere in un’altra città.

SALUTE. All’Albergheria non c’è una percezione alta della necessità di prendersi cura della propria salute. Nel 22% dei casi sono presenti persone affette da malattie lievi (allergie, colesterolo, bronchite). Il 6% delle famiglie ha in casa un portatore di handicap (nel 50% si tratta di disabilità fisica), ma la metà delle famiglie con conosce le agevolazioni del Comune e solo due su cinque di chi non le conosce vorrebbe avere informazioni in merito, segno di privazione culturale. Nel 26% di famiglie c’è stato un aborto, soprattutto fra straniere o famiglie numerose. I fumatori sono il 29% degli intervistati, cinque punti in più del dato nazionale e quattro in più di quello regionale. Al 65% dei rispondenti all’indagine manca almeno un dente, ma quasi nessuno ha un dentista di fiducia. Incredibilmente, però, gli intervistati nell’83% dei casi sono soddisfatti della struttura ospedaliera in cui sono stati ricoverati (in Italia è il 36%), forse perché la condizione di disagio sociale fa abbassare le aspettative sulla qualità del servizio.

BENI E SERVIZI. Meno della metà delle famiglie possiede un’auto, l’11% ha una motocicletta. Il 12% delle famiglie italiane possiede più di un mezzo di locomozione (fra gli stranieri solo il 4%). Il 43% degli intervistati non ha nessun mezzo, soprattutto coloro che hanno più di 65 anni. Le donne escono dal quartiere con mezzi pubblici. Volgendo lo sguardo sull’utilizzo degli elettrodomestici, si scopre che il 99% delle famiglie possiede il frigorifero, il 98% la tv, il 91% delle famiglie italiane la lavatrice (solo 21% degli stranieri). Tutti gli stranieri usano un telefono cellulare, mentre fra gli italiani la percentuale scende al 56%. Ha il telefono fisso il 57% delle famiglie, quasi tutte italiane. Solo il 7% ha l’antenna satellitare, il 6% ha il computer, il 15% la consolle per i videogiochi (quasi tutti italiani).

TEMPO LIBERO E PARTECIPAZIONE SOCIALE, RELIGIOSA E POLITICA. Quasi tutti dichiarano di avere a disposizione meno di 4 ore alla settimana da dedicare allo svago, il che fa presupporre che il gruppo di intervistati non abbia molto tempo libero oppure associa lo svago a qualcosa che non può concedersi. Solo 18% ha saputo indicare quattro modi per svagarsi, il 3% neanche uno. Guardare la tv è il passatempo preferito nel 72% dei casi, la lettura di giornali e riviste nel 34%, l’ascolto della musica nel 33%.
Il 38% segue le vicende politiche del Paese., soprattutto uomini occupati stabilmente o in età non lavorativa. Un terzo degli intervistati italiani non ha votato, di cui la metà donne con più di 65 anni e con basso grado di istruzione. Fra gli uomini l’astensionismo è del 17%, fra le donne del 36%. Segno di una sfiducia verso le istituzioni.
L’87% si dichiara cattolico. Chi dichiara di non professare alcuna religione, in 8 casi su 10 è maschio, con meno di 65, non italiano. Uno su cinque tra i falsi non occupati e gli occupati non professa alcuna religione. Il 23% di chi si dichiara credente non frequenta, stranamente sono di più le donne. I cattolici occasionali sono nel 63% dei casi uomini e nel 48% donne. In pochi partecipano alla vita parrocchiale, solo il 13%. Il 65% degli intervistati cattolici dà un giudizio positivo sull’attività della Chiesa nel mondo e nel quartiere (contro il 47% della media nazionale), il 22% è indifferente, il 9% dà un giudizio negativo. Professare una religione non impedisce gli intervistati di essere superstiziosi (il 48% dei cattolici). Gli atei, invece, non sono superstiziosi e nell’86% si dichiarano contro la pena di morte (contro il 49% dei credenti).

OPINIONI DIFFUSE. L’8% degli intervistati non esce mai dal quartiere, nel 92% dei casi si tratta di donne che non conoscono la città. Gli stranieri si spostano di più. Solo il 48% degli intervistati conosce internet, chi non lo conosce ha di solito un’età avanzata e un basso titolo di studio. Il 17% ha avuto un parente in carcere (soprattutto italiani), uno su due esprime un giudizio negativo sull’operato delle forze dell’ordine. Il 24% è contrario al fatto che la donna lavori fuori casa; il 17% è favorevole a che i genitori usino un comportamento diverso a seconda che i figli siano maschi o femmine. L’istruzione dei figli è molto importante per il 57% degli intervistati, come anche il gioco, anche se il 9% dichiara che giocare è inutile. In caso di vincita alla lotteria, il 29% penserebbe ai figli, il 22% comprerebbe una casa, il 21% donerebbe in beneficenza una parte della vincita. Se dovessero cambiare qualcosa nel quartiere, il 24% delle persone vorrebbe maggiore pulizia, il 22% punterebbe sulla ricostruzione edilizia, il 16% muterebbe la mentalità dei residenti, l’11% vorrebbe minore delinquenza.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto