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20 febbraio 2007

Più religione ed etica all’Università di Harvard

Grande rivoluzione culturale ad Harvard. Dopo più di trent’anni infatti, dopo 30 anni, l’Università statunitense cambia il programma di Grande rivoluzione culturale ad Harvard. Dopo più di trent’anni infatti, dopo 30 anni, l’Università statunitense cambia il programma di studi. Si punterà su temi religiosi, culturali e scientifici. Il nuovo elenco di materie che gli studenti dovranno affrontare è frutto del lavoro di tre anni di una commissione composta da sei docenti e due studenti.
Negli ultimi anni il programma della più antica università americana era stato più volte contestato per l’attenzione eccessiva agli argomenti puramente accademici e lo scarso interesse per i temi che più da vicino toccano la vita degli esseri umani. Così si è deciso di introdurre otto nuove aree tematiche di studio. Una di queste ha il titolo “Società nel Mondo” e permetterà agli studenti di “conoscere le istituzioni, i valori e le tradizioni” di altri paesi. Lo scopo, è stato chiarito, è di “provincializzare” gli studenti che, forti di una cultura dominante nel mondo, raramente si interessano a usi e costumi del resto del pianeta.
Harvard ha rischiato per qualche tempo di essere l’unica istituzione della Ivy League in cui si studiava la materia ’religione’, ma l’ipotesi è stata fatta cadere nel dicembre scorso. Nonostante sia stata fondata 370 anni fa per istruire pastori puritani, l’università è laica. Per questo ci sarà una cattedra di “cultura e credo religioso” che consentirà di conoscere “idee, arte e religione nel contesto di condizioni sociali, politiche, religiose ed economiche”.
Harvard è un’Università laica. Questo lo attestano i molteplici sondaggi all’interno del campus, il 71% assicura di frequentare regolarmente funzioni religiose, mentre il 94% delle matricole sostiene di discutere “di frequente” o “occasionalmente” di religione. Gli studenti avranno l’occasione di studiare più approfonditamente materie scientifiche, ma potranno farlo con un occhio più attento all’etica, per esempio quando si parla di ricerca sulle cellule embrionali.
Ci sarà spazio anche per il ragionamento etico ed empirico, così come per la comprensione estetica ed interpretativa.

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