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6 febbraio 2007

Pisa, Scuola Superiore S. Anna: presentazione libro

Venerdi 9 febbraio alle ore 17, presso l’Aula Magna della Scuola Superiore S.Anna, verrà presentato il libro di Giovanni Pieraccini e Fabio Vander

Venerdi 9 febbraio alle ore 17, presso l’Aula Magna della Scuola Superiore S.Anna, verrà presentato il libro di Giovanni Pieraccini e Fabio Vander “Socialismo e Riformismo – Un dialogo tra passato e presente”. L’incontro sarà moderato da Tommaso Fanfani e sono previsti interventi di Giorgio Ruffolo, Maurizio Dell’Innocenti, Pierluigi Ballini, Barbara Henry.
Si tratta di un libro un po’ particolare, scritto a quattro mani, infatti mentre Giovanni Pieraccini è stato un protagonista della vita del Partito Socialista Italiano dalla fine della guerra alla metà degli anni ’70; al punto di ricoprire più volte la carica ministro nei governi di centro-sinistra degli anni ’60, ed è oggi ancora attivo nell’organizzazione di svariate attività artistiche e culturali; Fabio Vander, è uno studioso di filosofia e storia politica e rappresenta un punto di vista critico, sia pur scevro di pregiudizi, verso la tradizione riformista.
Salta subito agli occhi, quindi, la particolarità di questo libro: un dialogo su socialismo e riformismo nella storia d’Italia, dalla nascita del “Partito dei lavoratori” nel 1892 ad oggi, quando ogni residuo socialista sembra dover scomparire per confluire nel grande calderone del “Partito Democratico”. I due interlocutori partono da punti di vista differenti e in alcuni casi contrastanti. Il dialogo procede serrato per tutta la storia del socialismo italiano: dalle lotte di fine ‘800 al decennio giolittiano, dal tumultuoso dopoguerra alla nascita del PCI e del fascismo; ma Pieraccini racconta anche la sua esperienza di giovane studente a Pisa e nella Firenze antifascista di fine anni ’30. Particolarmente intensa l’esperienza dell’immediato dopoguerra, quando Pieraccini diventa un esponente dell’autonomismo nenniano, anche se in fecondo dialogo con Morandi e Lombardi. I due interlocutori si soffermano a lungo sulla controversa esperienza di Craxi, di cui si mettono in evidenza meriti e limiti, dagli inizi nel 1976 fino a “Tangentopoli”. La concordia discors dei due autori trova però una significativa convergenza nel giudizio sullo stato di cose presente attualmente. Sulla fine del PSI, ma anche sulla fuoriuscita dei DS da ogni seria prospettiva socialista. La contrarietà di entrambi verso il “Partito Democratico” suggella un discorso che, partito da una intensa ricostruzione storico-politica, scommette ancora sulla utilità del socialismo di fronte alle sfide del terzo millennio.

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