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18 febbraio 2007

Sidney: Università e Chiesa scendono a patti sulle staminali

Si fanno sempre più tesi i rapporti fra i ricercatori dell’università di Sidney e la Chiesa cattolica dopo che si è appreso

Si fanno sempre più tesi i rapporti fra i ricercatori dell’università di Sidney e la Chiesa cattolica dopo che si è appreso che, per via di un accordo intercorso fra il Senato accademico ed il collegio cattolico di St. John, la ricerca sulle cellule staminali embrionali sarà esclusa dal nuovo centro di ricerca medica dell’ateneo. Infatti, il nuovo istituto, che costerà attorno ai 210 milioni di euro, potrà essere costruito su un terreno del collegio di St. John a condizione che non venga eseguita alcuna attività di “ricerca medica embrionale umana o qualsiasi altra procedura che comporti la terminazione o la creazione artificiale di vita umana”. Un accordo difficilmente rescindibile anche perché il Senato accademico ha già corrisposto al collegio cattolico un anticipo non rimborsabile pari a 360 mila euro.
Studenti e scienziati sono ovviamente indignati per la situazione paradossale di un nuovo centro di ricerca che non potrà funzionare appieno per il divieto imposto dall’autorità religiosa. L’accordo, considerato dal presidente del consiglio rappresentativo degli studenti, Angus McFarland, come “un attacco ideologico ai principi di libertà della ricerca accademica” costringerà ricercatori e studiosi ad utilizzare altri laboratori per alcune delle ricerche più importanti e avanzate. Parole molto dure sono state espresse anche dal portavoce dei verdi per l’istruzione, John Kayne, secondo cui l’accordo andrebbe stracciato e il centro di ricerca medica costruito altrove.

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