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23 febbraio 2007

Truffavano l’ Edisu, indagati 75 studenti

Dichiarava di essere povero ed aveva perciò ottenuto una bella borsa di studio dall’ Edisu. Invece si è saputo che la persona in que

Dichiarava di essere povero ed aveva perciò ottenuto una bella borsa di studio dall’ Edisu. Invece si è saputo che la persona in questione era proprietaria di un immobile del valore di un miliardo delle vecchie lire. E’ la storia di una delle ultime persone indagate per truffa all’ Edisu, che giovedì 15 febbraio si è presentata davanti al giudice Alfredo Guardiano e ha patteggiato una pena di sei mesi di carcere ( che non sconterà ). Ma non è l’ unico caso. Ben 75 sono gli studenti accusati di truffa aggravata e falso nelle autocertificazioni. I ragazzi che truffavano l ‘Edisu ( l’ Ente per il diritto allo studio Universitario ) per ottenere la borsa di studio prevista per le persone svantaggiate dal punto di vista economico, utilizzavano principalmente due procedure: la prima prevedeva la creazione di certificazioni fasulle che attestavano un basso livello del reddito familiare, la seconda invece, si basava su false autocertificazioni per dimostrare di aver affittato un appartamento e avere quindi diritto ad un rimborso per le spese di locazione.
I giovani truffatori però, sono stati messi alle strette in seguito ai controlli incrociati che l’ Ente per il diritto allo studio Universitario ha attuato dopo una “ soffiata ”, giunta da qualche parte ancora sconosciuta. Quel che si sa è che lo scandalo scoppiò all’ indomani delle verifiche che Francesco Pasquino, presidente dell’ Edisu nel 2004, decise di fare dopo le numerose lamentele che gli giunsero da parte di alcuni studenti, che parlavano di graduatorie truccate e documenti falsi.
Le conseguenze di questa truffa sono state notevoli, specialmente per quelle persone davvero bisognose che non hanno potuto usufruire di un diritto per loro legittimo. Queste persone non hanno percepito nemmeno un centesimo essendo state svuotate completamente le casse dell’ Ente Universitario.

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