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14 febbraio 2007

Udine: innovaction, sul ring della scienza con il torneo dei paradigmi

Gli organismi geneticamente modificati in agricoltura sono davvero privi di minacce per la salute? È meglio puntare tutto sulle energie rinnovabili o Gli organismi geneticamente modificati in agricoltura sono davvero privi di minacce per la salute? È meglio puntare tutto sulle energie rinnovabili o investire per migliorare tecnologie più mature? Quali sono i reali effetti dei cambiamenti climatici? L’introduzione massiccia delle nanotecnologie nei sistemi di sorveglianza potrebbe vanificare qualunque misura di tutela della privacy? Sono soltanto alcuni degli interrogativi che in questi anni si stanno proponendo sia fra gli addetti ai lavori che fra il grande pubblico. Un confronto serrato fra idee e soluzioni spesso contrapposte che dal 15 al 18 febbraio salirà sul “ring” di InnovAction per dare vita al “Torneo dei paradigmi”, organizzato per la prima volta dall’università di Udine alla fiera dell’innovazione.

Il torneo si svolgerà nella forma di dibattiti aperti tra due o più “campioni” che rappresentano posizioni diverse e spesso contrapposte su specifiche tematiche relative al progresso tecnologico e ai suoi riflessi sociali. Il confronto sarà animato da due pubblici selezionati e completamente aperto a suggestioni, dubbi e istanze della platea. Quattro gli ambiti affrontati: dalla medicina alla gestione e produzione dell’energia, dalle nanotecnologie alle biotecnologie vegetali. “Un paradigma tecnologico – spiega Cristiana Compagno, docente di strategia d’impresa dell’ateneo friulano e ideatrice del torneo – è un insieme di idee, conoscenze e comportamenti che condizionano la “direzione di marcia” del progresso tecnologico all’interno della società. La storia dell’umanità ha visto un susseguirsi di paradigmi tecnologici che hanno guidato l’evoluzione della tecnica e dei saperi tra fasi di continuità e discontinuità. Il successo di un’innovazione – continua Compagno – dipende dall’affermazione del paradigma tecnologico in cui è presente l’innovazione. L’affermazione di un paradigma dominante non è tuttavia un processo lineare e “indolore”, ma spesso si scontra con il vecchio o con i nuovi paradigmi concorrenti e avviene non solo in senso tecnico ed economico ma è prodotta anche dalle forze sociali”.

Il torneo sarà introdotto giovedì 15 febbraio alle 14.30 dalla sessione “Scienza, tecnologia e società”, coordinata dal rettore Furio Honsell. Nella sessione saranno dibattuti, con l’intervento di esperti di sociologia dell’innovazione e dei mezzi di comunicazione, gli aspetti legati alla percezione sociale del progresso tecnologico. Interverranno personalità di rilievo mondiale: Brian Winston, professore universitario, scrittore e documentarista, esperto “di lungo corso” sull’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e sul ruolo dei media nella definizione delle traiettorie del progresso e dell’innovazione, Helga Nowotny, professore di sociologia della scienza, membro del consiglio Scientifico dell’European Research Council e già presidente dell’European Research Advisory Board, Martin Bauer, ricercatore di psicologia sociale della London School of Economics, tra i più importanti studiosi a livello globale dei processi di resistenza sociale alle nuove tecnologie.

Venerdì 16 febbraio sarà la volta dei primi tre tornei. Dalle 9.30 alle 12.30 Edoardo Boncinelli e Mario Capanna, gli alfieri di due visioni distinte sul ruolo delle biotecnologie nella selezione e nella modifica dei sistemi viventi, si confronteranno sull’utilizzo di organismi geneticamente modificati nelle produzioni agricole. “Miti” e realtà sul cambiamento climatico e sulle sue cause saranno oggetto del confronto che vedrà come protagonisti dalle 14 alle 16.30 Filippo Giorgi, climatologo del Centro di Fisica Teorica di Trieste e membro del Intergovernmental Panel on Climate Change, e Franco Prodi, direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr. Il dibattito aiuterà a far luce sulle molteplici sfaccettature di un tema che i media stanno portando alla ribalta con giustificata enfasi ma a volte con eccessive semplificazioni. In serata, dalle 20.10 in poi, la svolta verso le energie “pulite” è al centro del torneo che contrappone l’idrogeno e le fonti energetiche rinnovabili alle fonti tradizionali (combustibili fossili, energia nucleare) e agli investimenti per migliorare tecnologie più mature (ad esempio, costruzione di rigassificatori, ottimizzazione delle reti elettriche). Si confronteranno sul tema dell’idrogeno Guido Saracco, professore ordinario di Chimica Industriale e Tecnologica al Politecnico di Torino e Gian Paolo Beretta ordinario di Energetica all’Università di Brescia.

Infine, sabato 17 febbraio dalle 15 in poi le tecnologie del mondo infinitesimale, le macchine in grado di manipolare la materia fin nelle sue componenti saranno al centro del torneo “Nanoland”, che coinvolgerà Giacinto Scoles, esperto di nanoscienza e nanotecnologia professore della Sissa di Trieste e dell’Università di Princeton, Enzo Di Fabrizio, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di fisica per la materia al sincrotrone Elettra, laboratorio Tasc, dell’Area science park di Trieste, Nicola Marzari, del Department of Materials Science and Engineering, del Mit di Boston, Maurizio Prato professore ordinario di chimica organica del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Trieste.

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