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20 febbraio 2007

Unica: si avvicina alla scienza

Novità all’Unica, l’Università degli Studi di Cagliari, dove ricerche nel campo artistico scientifico, hanno portato similitudini tra leNovità all’Unica, l’Università degli Studi di Cagliari, dove ricerche nel campo artistico scientifico, hanno portato similitudini tra le due materie.
Entrare in una galleria d’arte, in un museo, chiunque saprebbe distinguere le figure che ci si trovano. Non è difficile infatti distinguere a occhio nudo le singole figure, riuscendo a catturarne il particolare di una donna, o di un uomo, se una statua, o di un paesaggio se un dipinto.
Ma se invece di un quadro ci trovassimo a tu per tu con degli argomenti scientifici? In effetti, quello che intendo dire con un paragone logico, è che l’Arte è un po’ come la scienza, potendo quasi paragonare Einstein a Picasso. Ovviamente l’arte non riporta formule chimiche, o nomi impronunciabili, lasciando all’immaginazione un compito importante nell’analisi di un quadro.
Forse sarà colpa dei ricercatori, troppo spesso rinchiusi nelle loro torri d’avorio, o di un’innata pigrizia del pubblico verso certi argomenti, fatto sta che la scienza, a differenza dell’arte, è molto meno accessibile, è considerata “sui generis”. Eppure ricopre enorme importanza nella società. Basti pensare al referendum sulla procreazione assistita, al dibattito sulla ricerca sulle cellule staminali, alla diffusione degli Ogm. In base a questi presupposti, comunicare la scienza è quasi un imperativo. Ma come possiamo trasmetterla? Per questo motivo nel libro edito da Laterza, Pino Donghi, segretario generale della Fondazione Sigma Tau e divulgatore scientifico, ha voluto divulgare la scienza rendendolo un po’ più chiara, lasciando comprendere linguaggi che prima credevano essere tratte dalla serie tv “Star Trek”.
Da quando la scienza non è più oggetto di attenzione di una cerchia ristretta di élite culturali, spiega Donghi sin dalle prime pagine, l’annuncio di una scoperta scientifica può determinare sollecitare prese di posizione politiche, fluttuazioni nel mercato borsistico, scatenare polemiche su risvolti etici.
La sua complessità però, resta. L’autore infatti spiega: “l’estrema specializzazione rende inaccessibili gli sviluppi più recenti delle singole discipline al vasto pubblico e d’altra parte la necessità di una maggiore comprensione dell’impresa scientifica è indispensabile ai fini di un corretto svolgersi del processo democratico”. Per questo c’è bisogno di una corretta divulgazione della scienza, non semplificandone i contenuti ai minimi termini ma adattandoli in forme nuove, in modo da far si che arrivino al pubblico più facilmente.
Donghi ci espone qualche esempio, quali: “Galileo Galilei”, che per esporre le teorie alla base della moderna rivoluzione scientifica utilizzava il dialogo tra amici; oppure, Antonio Damasio, neurologo, che nel libro“L’errore di Cartesio” sceglie uno stile prettamente giornalistico per raccontare il caso di Phineas Cage, trafitto in testa da una barra metallica eppure in grado di sopravvivere e conservare parte delle capacità cerebrali.
Testimonianza di come anche l’arte possa ben veicolare la scienza è poi “Infinities”, spettacolo teatrale alla cui realizzazione l’autore del libro ha collaborato. Nato dall’adattamento di un testo scientifico di John Barrow, professore di fisica teorica e matematica applicata all’Università di Cambridge, considerato da molti esperti un vero e proprio successo.
Grazie a testi simili, a convegni con esperti di tale spessore, chiunque, studente e non, insegnante o artigiano, potranno sentirsi a proprio agio nella scienza, pensando che leggere un testo chimico, fisico o matematico, sarà naturale come leggere un quotidiano al mattino.
Una piccola goccia di cultura, ma d’altronde l’oceano è fatto di tante piccole gocce.

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