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27 febbraio 2007

Unimore: Antartide

L’Antartide la mecca di tanti ricercatori sarà l’oggetto del prossimo incontro dei seminari “La passione per le scienze” organizzato dall’UniveL’Antartide la mecca di tanti ricercatori sarà l’oggetto del prossimo incontro dei seminari “La passione per le scienze” organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia per la Settimana della Cultura Scientifica. All’appuntamento di martedì 27 febbraio 2007 a Modena sarà presentata l’esperienza del ricercatore modenese prof. Antonio Rossi.

L’Antartide, vissuto attraverso l’esperienza diretta e gli studi che alla sua conoscenza ha dedicato un noto ricercatore universitario modenese, sarà protagonista del prossimo seminario “La passione per le scienze”, un ciclo di incontri promosso dalla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia per celebrare la XVII edizione della Settimana della Cultura Scientifica, indetta dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Se ne parlerà martedì 27 febbraio 2007 alle ore 21.00, presso la Biblioteca Scientifica Interdipartimentale (via Campi, 213/c) a Modena, in occasione della presentazione che farà sul continente di ghiaccio il prof. Antonio Rossi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

L’Antartide, sito ottimale per le ricerche cosmologiche ed eccezionale palestra per esperimenti spaziali tanto da far considerare – a ragione – questo continente come il più grande ed importante laboratorio naturale del nostro pianeta, grazie alla sua peculiare posizione geografica, alle caratteristiche fisiche, alla distanza da fonti di inquinamento e alla quasi totale assenza di dirette influenze antropiche, risulta il luogo più adatto per la conoscenza globale del pianeta, dove è possibile affrontare le problematiche legate allo studio dei fenomeni connessi alle interazioni Sole-Terra.

L’Italia, con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), la cui realizzazione e gestione è stata affidata all’ENEA con il supporto finanziario ed operativo del MUR, del Ministero della Difesa, del CNR, della SNAM Progetti, ha iniziato una serie di campagne di attività, ora anche invernali, durante le quali vengono condotte numerose ricerche multidisciplinari, relativamente alle Scienze della Terra, alla Fisica dell’Atmosfera, alla Cosmologia, alla Biologia e Medicina, all’Oceanografia, alle Scienze Ambientali, alla Cartografia, alla Vulcanologia, al Geomagnetismo, alla Gravimetria, alla Sismologia, alla Geofisica marina, alla Glaciologia e Paleoclima, ai Meteoriti, nonchè all’ Ozono, alla Fisica della bassa atmosfera, all’Astrofisica, Geologia marina e Tecnologia.

In questo contesto si inserisce l’esperienza del prof. Antonio Rossi, professore di Petrografia del Sedimentario presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che ha collaborato ripetutamente anche con università straniere ad alcune importanti spedizioni e studi, svolgendo attività di ricerca in aree particolari, oltre all’Antartide anche in Groenlandia, in America latina ed in Asia.

“Le esperienze svolte in Antartide in prossimità della base italiana – afferma il prof. Antonio Rossi dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – sono state proficue per il nostro Dipartimento che ha dato la paternità a tre campioni di roccia della famiglia delle Zioliti, battezzando i tre minerali in , , in memoria del nostro
prof .Glauco Gottardi, e in omaggio alla città di Modena. In Antartide nell’ultima nostra missione abbiamo trovato, inoltre, una foresta fossile, ovvero tronchi della famiglia delle Araucarie, piante tipiche delle zone Andine, una scoperta che conferma che la terra milioni di anni fa era una Pangea”.

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