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12 febbraio 2007

Università di Udine: nuovi reperti dalla Siria

Durante l’ultima campagna di scavi operata dagli archeologi italiani dell’università di Udine nella città di Tell Mishrife in Siria,

Durante l’ultima campagna di scavi operata dagli archeologi italiani dell’università di Udine nella città di Tell Mishrife in Siria, sono stati rinvenuti due edifici monumentali del periodo fra il 1600 e il 1200 a,C. Gli scienziati italiani hanno operato a stretto contatto con la Direzione generale delle antichità e dei musei della Siria. Dallo scavo della parte settentrionale del palazzo è emerso Un ipogeo funerario, il più grande tra quelli rinvenuti dopo la tomba reale, con doppio ingresso a pozzo e quattro camere funerarie scavate nella roccia della collina calcarea dell’acropoli. E’ stato rimesso in luce un “pozzo sacrificale” profondo circa sette metri, nell’area meridionale del palazzo. La struttura era forse collegata ad un vicino santuario e serviva da contatto con le divinità sotterranee, come è documentato da numerosi altri esempi del vicino oriente antico. Nel pozzo, sono state ritrovate 15 giare in perfette condizioni utilizzate probabilmente per versare liquidi nel terreno come offerte per le divinità. Erano presenti oltre agli archeologi, anche una quindicina di studenti, dottorandi di ricerca dell’ateneo friulano. I lavori di scavo e creazione di un parco archeologico a Mishrife-Qatna da parte dell’università di Udine, sono condotti con il sostegno dell’Ateneo stesso, della Fondazione Crup e del ministero degli Affari esteri e proseguiranno anche nel 2007.
Le scoperte che si sono fatte durante l’ultima campagna sono importantissime. Si è iniziato a delineare l’impianto urbanistico della città del Bronzo Tardo (1600 – 1200 a.C.). Uno dei due ultimi edifici rinvenuti ospitava probabilmente le officine reali. Questo si è potuto dedurre dal fatto che sono stati rinvenuti moltissimi intarsi in osso e avorio. Anche l’altro edificio ha restituito oggetti di notevole valore, tra i quali parti di gioielli in oro oltre ad un peso a forma d’anitra di ematite di ottima fattura. I pavimenti intonacati e spazi aperti che sembrano dirci che l’edificio fosse di enormi dimensioni.

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